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Inter, che mercato sarà? Ridimensionamento e quattro soldi

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Andrea Losapio
mercoledì 14 marzo 2012, 13:002012
autore Andrea Losapio
14.03.2012 13:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Non è il gol di Brandao. O meglio, non solo. Perché la rasoiata dell'attaccante dell'Olympique Marsiglia, ieri sera, ha fatto capire che per quest'Inter non c'è più scelta. O ripartire, da zero, tabula rasa, oppure si potrà andare solo peggio. La politica miope di una società Campione di tutto solamente due anni fa si basa su piccole cose che poi vanno a spostare il granellino di sabbia di una qualificazione o meno ai quarti di finale.
Perché se è vero che non è la rete di Brandao a fare la differenza in un biennio sciagurato, è altrettanto sicuro che, contro questo Marsiglia, si doveva vincere a qualunque costo. L'andata è stata una partita brutta, da zero a zero, ma che s'è sbloccata su palla da fermo. Impensabile, fino a due anni fa, perché l'Inter era magnifica anche e soprattutto per la potenza della rosa. I Maicon, i Samuel, i Lucio, i Cambiasso. Tutti protagonisti di una vigorosa diga dinnanzi a Julio Cesar. E' strano che anche il movimento di Brandao sia proprio a tagliar fuori gli Scilla e Cariddi (Lucio e Samuel, appunto) nerazzurri, due che fanno della potenza il loro marchio di fabbrica.
E ora? Semplice, sarà ridimensionamento. Come suggerito da Massimo Moratti tempo addietro, qualora non si fosse raggiunto il terzo posto. Realisticamente, con 33 punti disponibili, è difficile pensare di rosicchiare dieci punti alla Lazio e otto a Napoli e Udinese.

Quindi niente Champions League, quindi plusvalenze bruciate sull'altare di un fair play finanziario vicino.
E' facile dirlo col senno di poi, e nessuno l'avrebbe fatto. Come cedere, all'indomani di Madrid, di una irripetibile stagione, tutti i migliori componenti nerazzurri? Era impossibile. Ma fermarsi per una finestra di mercato dove si cercano Mascherano e Kuyt mentre arrivano solamente Coutinho e Mariga è qualcosa di sbagliatissimo. I nerazzurri hanno pagato dazio ed è inutile il balletto delle colpe se non per ripartire.
Branca rischia il posto, ma Moratti ha un debito di riconoscenza (quello che non ha avuto con Oriali, per intenderci) per il triplete. Non andrà via, Corvino è libero ma non è più che un'idea, Marino probabilmente non si muoverà da Bergamo. Serve però un uomo che parli alla stampa: un po' perché gli agguati sotto la Saras incominciano a essere stucchevoli, un po' perché un presidente dovrebbe vedersi sì, ma le sue parole riportate più per sentito dire che non da unico ufficio stampa.
Paolillo è stato chiaro quando ha spiegato di come Guarin sia arrivato a gennaio perché a giugno sarebbe stato impossibile prenderlo. Forse perché si sarebbe scatenata un'asta, più probabilmente perché il ridimensionamento è avvertito dall'Inter prima che da tutti gli altri. In anticipo sul gol di Brandao. Che mercato sarà? Detto delle plusvalenze bruciate dal mancato ingresso in Champions League, dobbiamo aspettarci giocatori giovani, di talento, ma non dei top player. I Coutinho e i Ricky Alvarez al centro del progetto, via chiunque abbia una parvenza di offerta accettabile. Basterà?