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Inter, crederci fino alla fine. Champions, la finale che non ti aspetti. Milan, altro gol fantasma

autore
Roberto Scarpini
venerdì 27 aprile 2012, 00:002012
autore Roberto Scarpini
27.04.2012 00:002012
Pubblicista, ha iniziato la propria carriera professionale come dj nelle radio lombarde degli anni '80. Primo volto ad apparire nell'agosto del 2000 su Inter Channel, segue ininterrottamente l'Inter con le sue cronache dal gennaio 1992.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Roberto Scarpini

Il recupero di campionato ha lanciato un chiaro segnale a tutti. L'Inter c'è, finalmente, e vuole giocarsi le sue carte fino all'ultimo pallone disponibile per provare a raggiungere l'Europa che conta. Dal 2002 infatti, noi nerazzurri frequentiamo i salotti della Champions League, una tradizione che si è rinnovata di anno in anno fino alla conquista del titolo nel 2010.
A presentare il tutto, la conferenza di Andrea Stramaccioni, parole abbastanza circostanziate.
"Noi ci crediamo....", "...questa squadra non è scarsa" e "....chi non ci crede scenda dalla barca". A questa introduzione ha fatto seguito quella che è stata con ogni probabilità la migliore Inter della stagione. Terzo modulo di partenza cambiato in cinque gare. Terza volta in cui si parte in svantaggio con il risultato di due vittorie ed un pareggio. Testa e carattere.
Quella del 25 aprile è stata la prima Inter a conquistare 3 punti in uno scontro da dentro o fuori. Fino ad oggi, in questa stagione, quando il gioco si era fatto duro i nerazzurri ne erano usciti (quasi) sempre con le ossa rotte. A questa inversione di rotta deve fare seguito una vittoria convincente con il retrocesso Cesena nella sfida casalinga di domenica. Il prossimo week end sarà anche quello delle sfide fra le altre : Lazio-Udinese e Roma-Napoli. Per come è adesso la classifica, nel caso in cui i partenopei avessero ragione dei giallorossi, visto il calendario semplice che aspetta Mazzarri e i suoi, ben poco vi sarebbe da fare. Quindi fino a domenica dipendiamo anche dagli altri.
Tutto questo con la evidente premessa che bisogna vincere, sempre. Bisogna fare l'Inter, poco altro.


Le semifinali di Champions verrano archiviate come l'ennesimo spot per questo meraviglioso sport. Nulla è stato scontato. La finale, edizione "clasico", infatti, è stata scongiurata. Hanno vinto il cuore del Chelsea e la voglia del Bayern di giocarsi la finalissima tra le mura amiche generando così la finale che nessuno si aspettava. I bavaresi, in più sono un perfetto esempio di conduzione di un club. Dalle dinamiche finanziarie alle scelte di mercato, passando per le strategie di inserimento dei giovani. E se il 22 maggio 2010 Kalle Rumenigge disse che una parte del suo cuore poteva gioire per i tifosi nerazzurri, oggi possiamo affermare che  una parte del nostro cuore tiferà per lui il prossimo 19 maggio quando si chiuderà la ventesima edizione di questa meravigliosa competizione. Sfortunate il Barca e il Real, benché i catalani si siano arrovellati in un gioco senza punte che diventa impraticabile quando l'avversario rinuncia alla contesa e il Real sia arrivato alla sfida decisiva scarico dal clasico vincente di sabato scorso.
La chiusura la dedico al mio amico Mauro Suma. Volevo solidarizzare con lui dopo lo sfortunato episodio di mercoledì scorso. Mauro eccitato nell'animo dalla possibilità di raccontare una rimonta difficile, ha creduto ingenuamente all'esultanza di qualche tifoso durante Milan-Genoa annunciando il pareggio del Cesena, per poi fare marcia indietro con un improbabile "annullamento" della rete. Insomma dopo quelli di Muntari e Robinho ecco servito un altro gol fantasma. Per questo è stato bersagliato da molti, tra cui Striscia, che forse non conoscono le doti dello straordinario professionista che io conosco. Quello che ha fatto, topica compresa, lo ha sempre fatto per passione. E il cuore, per me, specialmente di quelli sinceri e veri, come lui, e mi permetto di aggiungere come 'noi' va sostenuto.......   Sempre.