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Inter, di chi è la colpa?

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Andrea Losapio
lunedì 13 febbraio 2012, 16:002012
autore Andrea Losapio
13.02.2012 16:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

L'Inter è in crisi, un'altra volta. Da Novara al Novara, diciannove giornate per rientrare in corsa in un campionato nato male, ma anche per riscomparire nell'anonimato di una posizione che oscilla dal terzo - forse - al sesto posto (se la Roma dovesse vincere stasera). In un'intervista rilasciata qualche mese fa, Marco Branca difendeva a spada tratta il proprio mercato. Gli acquisti di Luc Castaignos e Ricky Alvarez, per passare dalla trattativa con il Santos per Jonathan.
Ciò che però lascia perplessi in una stagione che rischia di essere fallimentare è il modo con cui sono state condotte le due finestre di mercato. In primis acquistando i tre calciatori di cui sopra, tutti e tre delle scommesse. Se per Castaignos vale la candela - e Alvarez può diventare un discreto calciatore ma non titolare dell'Inter da subito -, Jonathan è stato girato al Parma di Donadoni, dove potrà giocare in un ruolo consono, da fluidificante in una difesa a tre. Difficile, invece, capire Forlan e Zarate: il primo, contratto sicuramente oneroso, è passato da trentatré a otto gol nella Liga in due stagioni, il secondo era poco più di una riserva per Edy Reja nella Lazio di Claudio Lotito, nonostante il riscatto multimilionario messo in atto dal patron biancoceleste. Poli è riuscito a giocare solo l'ultimo scorcio di campionato (peraltro mettendosi in mostra), dopo alcune ironie facili sul suo stato fisico.
Anche a gennaio, però, il mercato dell'Inter ha lasciato un pochino a desiderare.

Preso Juan - buon giocatore, ma che poteva essere preso dal Napoli in estate, che poi gli ha preferito Fideleff - ci si è buttati su Guarin. Ottimo giocatore se sano, anche di prospettiva, ma difficilmente rientrerà prima di metà marzo e non potrà essere utilizzato in Champions League. All'ultima curva si è poi deciso di sbarazzarsi di Thiago Motta - un titolare - per prendere Palombo (che con ogni probabilità farà dentro e fuori dal campo, senza troppa stabilità).
Non è solo colpa di Branca, chiaramente. Moratti non è mai stato del tutto convinto dell'arrivo di Gasperini, sponsorizzato proprio dal direttore sportivo nerazzurro. Partenza ad handicap per l'ex tecnico nerazzurro, che non si è ripreso dalla Supercoppa e dalle critiche alla sua difesa a tre. Così come non è estraneo l'aggiustatore Ranieri, che da quando ha ritrovato Sneijder invece di progredire pare abbia fatto diversi passi indietro, sia nel gioco che nella mentalità.
La chiosa finale è dedicata all'intervista rilasciata da Gasp alla Gazzetta: "C'era anche un progetto per riportare Balotelli a Milano. Ma Moratti mi disse che io e lui eravamo gli unici a rivolerlo in nerazzurro: pensavo bastasse...". Di chi è la colpa, quindi?