Inter, il propellente per diventare antiJuve
Gianluigi Longari
Non chiamatela maledizione da anti Juve, perchè abbiamo inequivocabilmente appurato nell'ultimo turno che di alternative ai bianconeri non ce ne sono proprio. Una verità incontrovertibile confermata dalla facilità con cui i bianconeri hanno eluso l'ostacolo Atalanta, ma soprattutto dall'ormai proverbiale zoppia che va invece ad affliggere l'Inter ogni qual volta i ragazzi di Stramaccioni cerchino di imporre un cambio di marcia definitivo al loro campionato.
La bella incompiuta non si è smentita nemmeno nella capitale, adombrata più da difficoltà di carattere difficilmente sormontabili che da una Lazio comunque ostica e risoluta nel avere la meglio sull'avversario.
Di poco conto anche le polemiche relative alle controverse decisioni di Mazzoleni, culmine di un mese e mezzo particolarmente sfortunato e sicuramente incisivo nell'economia della classifica interista. Più che esemplificativa, in tal senso, la squalifica inflitta a Guarin per le intemperanze post partita che impediranno al colombiano di partecipare all'ultimo impegno dell'anno.
Complice il Natale, o chissà quale altra forza oscura, Moratti preferisce per una volta abbozzare, rendendosi forse conto che col materiale a disposizione si può fare bene ma per vincere serve ben altro; e chissà che a gennaio questa consapevolezza non si trasformi nel propellente per far decollare verso Milano dal Sudamerica (Paulinho e Ferreyra gli indiziati a discapito della folta concorrenza) qualche rinforzo che Stramaccioni accoglierebbe senz'altro a braccia aperte.




