Inter, la crisi ora è alle porte e per la Champions si fa dura
Marco Conterio
Su e giù. Up e down. L'Inter formato spread è lo specchio di una realtà che fatica a mettere radici, di una squadra che non riesce a trovare nè la sua identità, nè la sua esatta dimensione. Scudetto è, da oggi, una parola che fa rima con utopia, perché se i miracoli esistono, in questo 2012 paiono non aver preso casa nella Milano nerazzurra. Un presente nebuloso, per la stonata banda Ranieri, anche se un posto in Champions non sembra miraggio poi così lontano. Meno cinque dall'Udinese è distanza più che colmabile, idem i meno tre dalla Lazio. Occhio, però: perché dietro la Roma è a meno due ma ha una partita in meno, giusto perché nel calderone verso l'Europa che conta vogliono gettarsi in tante. Ed i nerazzurri, cosa voglion fare? Le parole del tecnico su Motta, di ieri, sembrano segnale inequivocabile. "Uno così è difficile da trovare e Guarin...
Mah. E' venuto con un problema al gemello". Mancano i fratelli, però. Quelli dell'uno per tutti e tutti per uno, che popolavano l'Inter nell'era Mourinho. Ed ora la crisi è alle porte e Ranieri deve rialzare i suoi. "Perché dopo il derby è scomparsa l'adrenalina", chiosa amaro. Su e giù. Mica facile, abituarsi, sulle sponde nerazzurre dei Navigli.




