Inter-rotta, Bergamo è ancora fatale
Alessandra Stefanelli
Una brutta battuta d'arresto. Prima o poi doveva succedere, è successo nel modo più brutto e più traumatico. Dopo dieci vittorie consecutive in trasferta e dieci vittorie di fila tra campionato ed Europa League, l'Inter perde a Bergamo e non solo vede sfumare la possibilità di avvicinare la vetta ma rimette in discussione anche la corsa al secondo posto, con Lazio, Fiorentina e Napoli tutte vittoriose nelle loro rispettive partite. E' ancora una volta l'Atalanta a risultare fatale per l'Inter. In molti oggi avevano riportato alla memoria il 3-1 subito dall'Inter di Josè Mourinho tre stagioni fa e in effetti, a giudicare dal risultato, il parallelismo viene naturale. L'Inter parte bene, sembra in grado di pungere nonostante le assenze pesantissime di Ranocchia e Samuel in difesa. Ma dura poco. Al primo vero affondo, l'Atalanta passa e legittima il vantaggio con una prestazione autoritaria. E poco importa se sul risultato influiranno tre parate prodigiose di Consigli e un rigore decisamente troppo generoso concesso all'Atalanta (pessima la prestazione di Silvestre, ma aveva comunque preso il pallone nell'occasione). La realtà è che la sconfitta sembrava davvero annunciata a chi l'Inter la segue da un po' di tempo.
Intanto dopo due sbornie in sette giorni era lecito aspettarsi un calo di tensione. Dopo la vittoria di Torino, la formazione di Andrea Stramaccioni è andata a prendersi la qualificazione in Europa League sul difficile campo del Partizan Belgrado. Due 3-1 che avevano illuso ma anche spremuto un'Inter che non ha assolutamente una rosa all'altezza della Juventus. Sono bastati due infortuni in un reparto cruciale come la difesa che tutta la solidità acquistata in queste dieci partite è andata a farsi benedire. In mezzo vanno messi anche i meriti di una straordinaria Atalanta, brava a colpire l'Inter lì dove è più vulnerabile: sugli esterni e con gli inserimenti centrali, dove la coppia Juan-Silvestre è ancora tutta da collaudare.
Adesso sarà importante non deprimersi. Come l'Inter non era una squadra di fenomeni dopo la vittoria di Torino, così non è una squadra di brocchi ora che ha perso su un campo storicamente difficile. Certo andranno ritrovate certezze ed equilibri che non possono sparire dopo una sola gara negativa. Stramaccioni è stato bravo a rimettere in piedi la baracca dopo la batosta subita in casa con il Siena. Ora dovrà esserlo, se possibile, ancora di più.




