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Inter, Stramaccioni: "Moratti ora vuole aprire un ciclo con me"

Inter, Stramaccioni: "Moratti ora vuole aprire un ciclo con me"TUTTO mercato WEB
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
martedì 22 maggio 2012, 20:102012
di Antonio Vitiello
fonte fcinternews.it

Ospite della trasmissione di Sky Sport 4-3-3, Andrea Stramaccioni parla delle sue origini: "Mi sarebbe piaciuto fare il professionista, era il mio sogno, anche se i miei mezzi fisici non erano veramente da professionista - spiega -. Ma non vedevo il calcio come un mezzo di sostentamento, bensì come la mia passione, perché nel frattempo studiavo. Mi sono laureato, ho ricevuto tanta carica, studiando le azioni in borsa di Roma e Juventus.

Ho sempre studiato sin da piccolo, cercando di rubare i segreti dagli allenatori della Roma. Poi mi chiamarono dalla Federazione, mi chiamò l'anima di Arrigo Sacchi, vedendo giocare le mie squadre mi ha detto tante cose belle. Per me Sacchi era un'icona, gli ho detto che mi sarebbe piaciuto allenare tutti i giorni e non la Nazionale, ho detto che avrei voluto allenare tutti i giorni perché non mi sentivo un selezionatore.

La Società mi ha preso sin da subito perché con me voleva aprire un ciclo, un progetto. Della Next Generation Series il Presidente aveva visto tante partite, non soltanto la finale. Mi fecero firmare un contratto paracadute, ero tranquillissimo, qualora fosse andata male quest'esperienza. I giovani? Non ci sono giovani pronti per la prima squadra, San Siro ti brucia, quindi io sto inserendo piano piano i miei calciatori, i miei giovani, all'interno di un gruppo".

Poi si passa all'analisi del suo credo calcistico: "Nel derby cercammo di dare fastidio a Van Bommel con Sneijder, gli avevo chiesto di uscire dal raggio di difesa e all'interno di quest'interpretazione anche Alvarez doveva togliersi dalla marcatura di Abate, lasciando Milito uno contro uno in area. Col Siena Sannino, che è molto preparato, decise di occuparsi di Stankovic. Noi però trovammo altri spazi, giocando con i centrali, Stankovic copriva dietro, Alvarez partiva largo per permettere gli inserimenti dei centrocampisti. Un centrale è stato costretto ad uscire, motivo per cui per il Siena diventò difficile".

"Una fase difensiva organizzata nasce dagli attaccanti, e Wes per me nel derby è stato fondamentale. Io dico sempre o andiamo alti alti a prenderli o stiamo bassi bassi, e lui può deciderlo perfettamente. Lui ha fatto benissimo nel derby entrambe le fasi, e la squadra lo ha seguito perfettamente. E mi piace come gli altri vedano come noi siamo squadra, anche se il primo non lo vede". Si passa ad analizzare poi il secondo gol di Ibrahimovic: "Non mi ricordavo questa giocata - ride -, abbiamo sbagliato in partenza con Alvarez e Guarin che hanno praticamente costretto un 3 vs 3. Li abbiamo lasciati scoperti, poi Boateng e Ibrahimovic sono stati bravissimi. Ma io da allenatore analizzo tutto. Le palle inattive? Quando ci sono i corner a favore nostro, tiro fuori un calciatore che va vicino a chi batte per tirare fuori un uomo loro dall'area di rigore".

Chiosa finale sulla rete di Maicon "Il gol di Maicon? Sono felice di rispondere a questa domanda perché è la soddisfazione dell'allenatore. L'abbiamo provata allo sfinimento in allenamento, Maic prendeva sempre l'incrocio ma poi mi disse: 'Mister, a San Siro c'è la rete più profonda...'".