Italia, il tempo gioca a favore: non sono solo 3 punti
Gianluca Losco
Di solito è un discorso che si usa per le squadre di club: una vittoria è più importante della prestazione, perché i tre punti servono come l'aria. In realtà è difficile immaginarsi una simile teoria applicata all'Italia, perché del resto siamo solo alla seconda partita delle qualificazioni e i nomi delle altre nazionali presenti nel nostro girone non possono intimorire gli azzurri.
Eppure è bene ricordare che del gruppo passa solamente la prima, mentre un piazzamento come seconda garantirebbe probabilmente lo spareggio (noia che comunque è meglio evitare). Così la vittoria contro Malta di ieri a qualcosa è servita: l'Italia non si vede costretta a rincorrere la Bulgaria e adesso ha tutto il tempo per trovare la giusta amalgama.
Del resto il concetto espresso a più riprese da Prandelli è chiaro: le prime partite sono sempre le più difficili, proprio perché in qualche modo siamo all'inizio di un nuovo ciclo. Discorso che va bene per le squadre di club, figuriamoci per la Nazionale che si allena insieme (quando va bene) un paio di settimane ogni due mesi. Quindi partiamo dagli aspetti positivi: la sicurezza di Barzagli, le qualità di Insigne, la prestazione ormai da veterano di Marchisio, i gol dei "nuovi" Destro e Peluso.
Il gioco manca, è vero. Contro Malta ci si aspetta almeno un paio di gol in più, è vero. Alla prima partita più complicata andiamo in crisi, falso. 14 giugno 2012: l'Italia pareggia contro la Croazia, compromettendo forse il prosieguo agli Europei. 28 giugno 2012: l'Italia batte la Germania e accede alla finale. Prandelli dovrà lavorare, è vero; ma il calcio è fatto anche di storia, e in questo l'Italia è vera maestra.




