Juve, meglio Sanchez di Drogba: ecco perché! Roma, qualcuno salvi De Rossi. Inter, Sneijder ancora non serve? Lega Calcio, io "voto" Abodi
Michele Criscitiello
Meglio parlare di calciomercato. Perché è alle porte ma soprattutto perché il campionato diventa assai noioso. Un mese fa scrivevamo che a marzo sarebbe stato già un trionfo per i bianconeri, con il ritorno in panchina di Antonio Conte da inizio dicembre. La trasferta di Milano aveva illuso Inter e Napoli ma il tempo, abitualmente galantuomo, ha riconosciuto che non esiste un'anti-Juve. Siamo felici che adesso lo inizino a capire tutti, così chiudiamo il tormentone su chi sia l'anti-Juve: Inter o Napoli? Nessuna delle due! Conte deve pensare solo alla Champions, senza commettere l'errore di sottovalutare il campionato; possiamo farlo noi che non andiamo in campo, non i calciatori. Marotta non farà follie a gennaio. Giustamente. In Italia la Juve è la più forte e con Asamoah e Pogba può vivere di rendita per altre due sessioni ma in Europa l'attaccante serve. Le condizioni per Didier Drogba, ad oggi, non ci sono. 18 mesi di contratto, tanti soldi, un'età avanzata, i cinesi che pressano e, a dirla tutta, tatticamente Conte potrebbe trovare una soluzione alternativa. Con i "piccoletti" il Mister va a nozze. Squadra veloce ed imprevedibile. Aggiungete Sanchez del Barcellona vicino a Giovinco e dietro a Vucinic, tenete Quagliarella primo sostituto dalla panchina e capirete che la Juve può diventare davvero una macchina perfetta. Sanchez, dal Barça, si potrebbe ingaggiare a condizioni vantaggiosissime. Per il cartellino, per l'ingaggio e per le tempistiche. Marotta sta pensando seriamente al cileno che in Italia aveva fatto impazzire Inter e Milan quando vestiva la maglia dell'Udinese. Il problema è che con il Barcellona interessato il valore schizzò a 43 milioni di euro. Piace anche a Mourinho ma il Barcellona non sarebbe interessato a fare affari con il Real di Perez.
Commentiamo l'ennesima domenica di un asso del calcio italiano, vissuta tra cappotto, sciarpa e panchina. Daniele De Rossi ha visto quasi tutta la gara di Verona "imbacuccato". Poi Zeman con un sorriso gli ha detto di scaldarsi e lui ha provato a fare il massimo. Come può, però, una società consentire di bruciare un valore patrimoniale così alto? Non discutiamo le scelte tecniche perché sono oggettivamente illogiche. Ad inizio anno, nel lotto delle squadre in corsa per lo scudetto, consideravamo anche la Roma con l'interrogativo Zeman, oggi sembra sempre più certo che la Roma rischia di restare ancora fuori dalla corsa Champions League. Se, a fine anno, ci venderanno l'Europa League come un traguardo raggiunto, ci sarà da divertirsi. Sabatini ha allestito un'ottima squadra ma la scelta di affidarla al boemo ha fatto saltare il banco.
Da De Rossi a Sneijder i casi di mercato non si sono chiusi.
Stramaccioni, da giovane simpatico da appoggiare, sta diventando sempre più spocchioso e in cerca di scuse. Continua a perdere, continua a non far giocare bene la sua squadra e non può permettersi di non utilizzare un fuoriclasse come Sneijder. Prima o poi la società gli presenterà il conto e lui non potrà certo difendersi, affidandosi alle non convocazioni forzate dell'olandese. Anche se sei giovane devi avere una buona dose di personalità e la personalità che intende Stramaccioni non è quella che ti consente di attaccare un dirigente avversario dopo una splendida vittoria esterna. Ausilio, più che Branca, dovrebbe stargli vicino perché è un figlio del settore giovanile che rischia di bruciarsi dopo una partenza soddisfacente.
Chiusura dedicata alla politica. Giorni caldi in via Rosellini. La Lega Calcio deve scegliere il suo nuovo Presidente. Pardòn, togliete il nuovo perché il vecchio non è mai esistito. Pur riconoscendo le qualità del Dr Beretta, il calcio per lui è sempre stato un problema e non un'ambizione. Peccato per Claudio Lotito che poteva fare quel che più gli andava a genio con il Presidente uscente. Per questo, il numero 1 della Lazio, attacca Andrea Abodi, che sull'aspetto pratico potrebbe anche avere ragione. Abodi si è dimesso da Presidente della Lega B ma se non ratificate dall'Assemblea, non sono da considerarsi valide. Abodi sarebbe l'uomo perfetto per guidare la Lega di serie A. Giovane con le idee (già questo non è da trascurare), uomo di parola e politico del pallone. Niente guerre ma Presidente di tutti. Con Abodi, probabilmente, vedremmo innovazioni anche in serie A e non assisteremmo più solo ad assemblee con ordine del giorno i Diritti Tv. Parliamo di stadi, settori giovanili e una comunicazione di Lega da riformare: oggi, simile all'età della preistoria. Caro Abodi, guardi la Premier e non l'Italia. Siamo un Paese di vecchi, con idee vecchie. Se l'alternativa ad Abodi è il Beretta tris, allora siamo pronti a chiudere tutti gli stadi. Se, invece, dovesse passare l'idea Campoccia, non sarebbe male, anzi... Dipende se devono vincere le grandi, che trovano un accordo, oppure un pool di medio-piccole affidate all'unico Avvocato capace di ottenere soldi per meritocrazia, ovvero per le prime 10 classificate sul campo. Avanti con Abodi che però ha un dovere morale prima di procedere con la scalata in Lega di A. Convocare l'Assemblea di B e ratificare le dimissioni, altrimenti sarebbe un gesto negativo in pasto agli avvoltoi. E, tutto vogliamo, purché dar ragione a Lotito....




