Juventus, magia di Del Piero alla 700esima: Lazio ko
Gaetano Mocciaro
Sarà pure una coincidenza, ma un gol segnato con un pallone toccato, che vale vittoria e primato dal capitano, entrato nel momento di maggiore difficoltà e alla sua gara numero 700 in bianconero dà tanto l'impressione di essere uno di quei segnali che forse è davvero la stagione giusta. Parliamo, ovviamente della Juventus e di Alessandro Del Piero. Guai a dirlo a voce troppo alta ma ormai allo Scudetto questa squadra ci crede più che mai. La vittoria contro la squadra di Reja arriva al termine di una partita meritata perché stradominata. E dove non stava arrivando il bel gioco è intervenuto il genio del capitano. I colpi di scena di questo Juve-Lazio arrivano neanche il tempo di cominciar: lo speaker dello Juventus Stadium scandisce gli undici titolari e compare, a sorpresa Stephan Lichsteiner, indicato anche nelle distinte come riserva. Lo svizzero gioca al posto di De Ceglie, ergo: il 3-5-2 immaginato in realtà è un 4-3-3 con Chiellini tornato terzino sinistro. Davanti promosso ancora Quagliarella, dopo le ultime brillanti prove, mentre per Matri è ancora panchina, la terza consecutiva. Si rivede Pepe, castigatore degli ultimi due Lazio-Juventus. Anche Reja spiazza tutti: il 3-5-1-1 super difensivo in realtà è un 4-2-3-1 in ogni caso, a giudicare da quello che si vedrà in campo, tutt'altro che offensivo. Spazio ai redivivi Scaloni e Garrido sulle fasce, un azzardo considerata l'alta velocità alla quale viaggiano gli esterni bianconeri. Cana, ipotizzato centrale difensivo alla vigilia, avanza di qualche metro nel tentativo (fallito) di fare legna in mezzo. Candreva, dato inizialmente riserva, si presenta dal 1°, giusta logica dopo la convincente prova offerte contro il Napoli. L'ex di turno compone con Mauri e Gonzalez un trio a supporto di Rocchi, deputato a colpire sfruttando le ripartenze. Peccato che, sin ai primi minuti, i biancocelesti non trovino la forza di uscire dal proprio guscio. Troppo netta la differenza fra le due squadre, con una Juve che sembri andare a velocità tripla della Lazio. Per un tempo si vede in campo una sola squadra e solo uno straordinario Marchetti tiene viva la partita.
Prima i bianconeri vanno vicini al gol con Quagliarella, che manda di poco a lato un traversone basso di Chiellini, poi aggiustano la mira, trovano lo specchio della porta ed ecco che entra in scena il portiere biancoceleste: la prima parata sembra alla Bruce Harper di Holly & Benji: una respinta di faccia su conclusione di Quagliarella, poi si migliora nello stile mantenendo l'efficacia riuscendo pure a trattenere un tiro di Pepe da pochi passi. Lo stesso esterno di Albano Laziale si ricorda che la squadra di Reja è una delle vittime preferite e alla mezzora elude il fuorigioco e raccoglie una splendida scucchiaiata d Pirlo, stoppa di petto e in rovesciata supera Marchetti. Il ghiaccio e rotto e l'undici di Conte può dilagare. E ci va vicino un minuto dopo quando Vidal, vendendo Marchetti fuori dai pali, dal cilindro fa uscire un tiro da centrocampo che costringe l'ex Cagliari a una difficile deviazione in corner. Ci prova subito dopo Quagliarella ancora da due passi e ancora il numero 22 biancoceleste dice di no. Quando non può lui si immola Diakité, evitando il raddoppio su conclusione secca di Vucinic. Il gol bianconero è dietro l'angolo, maturo, pronto ad arrivare quando incredibilmente la Lazio sfrutta una sortita e colpisce: Scaloni pennella dalla destra per Mauri che prende il tempo ai difensori avversari e la mette nel sette: è una mazzata tremenda, perché arriva poco prima dell'intervallo. E infatti la Juve accusa. Nella ripresa il ritmo inesorabilmente cala proprio perché la squadra di Conte ha dato tantissimo e più passano i minuti più si ha la sensazione di assistere all'ennesimo pareggio in stile Juventus 2011/2012. Conte tenta la carta Del Piero, sempre più risolutore degli ultimi minuti. Per il capitano è la partita numero 700 in bianconero e come decide di festeggiare? Mettendo la ciliegina, anzi, la ciliegiona sulla torta: calcio di punizione, il numero 10 calcia e sorprende Marchetti, forse non del tutto incolpevole nel piazzamento della barriera. È il delirio, lo stadio trema per l'impazzire dei 38 mila spettatori. Si capisce in quel momento che è finita. La Lazio è davvero poca roba, troppo lusso già aver resistito fino all'82'. Si perdono anche i nervi: espulso Reja per proteste, idem Kozak. Triplice fischio, Juve prima, Milan ancora dietro. Con una partita in meno da giocare e l'adrenalina a mille.




