La Lazio, Cellino e il palo di Livaja: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Una cosa è pressoché certa: quest'anno la Juventus fa campionato a sé. Un po' per la mancanza di ritmo delle avversarie, un po' perché è la squadra più forte e con più alternative. I bianconeri sembrano un rullo compressore e, in confronto alle altre, hanno da parte loro una continuità di risultati. La capitale ride, ancora un po' sommessamente, fra Roma e Lazio, mentre Milano piange con Inter e Milan che certamente non possono essere contente del proprio Natale. Dietro perdono quasi tutte, eccezion fatta per il Genoa - contro l'Inter - e il Parma, primo fra le squadre "normali".
I top
Stevan Jovetic - Mancava, a questa Fiorentina, la sua stella. E il montenegrino, dopo qualche settimana ai box di troppo, ha risposto presente con la solita classe. Doppietta - seppur su rigore - e una presenza costante nell'area avversaria. Meglio aspettare avversari più ostici di questo Palermo prima di cantar vittoria, ma se la squadra Viola ritrova Jovetic, allora può davvero puntare in alto.
La Lazio - Petkovic ha una buona squadra con delle grandi individualità che, come l'albero di Natale, si accendono a intermittenza. Una alla volta, con Miroslav Klose come unico filo conduttore di un'annata straordinaria. Fosse arrivato Yilmaz - come sembrava dovesse - allora probabilmente sarebbe un'altra storia. Regalo di Lotito sotto l'albero: un grande centravanti che possa fare coppia con il tedesco. Dispiace per Floccari, Kozak, Rocchi o Zarate, ma non sono all'altezza. L'argentino più per involuzione tecnica che per incapacità.
La Roma - Piace e diverte, ne fa quattro e ne prende due (quando non serve) e sembra avere assimilato gli schemi di Zeman. Almeno contro questo Milan, in attesa di altre prove d'appello. Però è impensabile lamentarsi del boemo fino a primavera, quando le sue squadre corrono più di tutte. Rimanere nel gruppone è l'obiettivo, salvo poi puntare alla zampata finale. E, senza Europa League, si può anche fare.
I flop
Il palo di Livaja - Due indizi non fanno una prova, ma un poderoso sospetto: l'interista non è un cecchino. Scherzi a parte il cross di Milito è pura magia, il palo di Livaja è l'essenza della stagione nerazzurra. Quando c'è bisogno di fare il passo per portarsi avanti, l'iniziativa si arena. Non è un problema solo dei meneghini, ma di chiunque voglia professarsi come anti Juventus.
Massimo Cellino - La gestione di Is Arenas è tragicomica, aggiungendo poi le dichiarazioni post partita tutto quanto prende forma. Incredibile come, dopo quasi quattro mesi, una squadra debba emigrare dal proprio (?) stadio per giocare a Parma. E poi lamentarsi dell'operato dell'arbitro che, decisamente, non ha favorito gli avversari (semmai penalizzati). In ogni caso, l'ennesima brutta figura del presidente isolano. Sarebbe ora di finirla.
Siena-Napoli - Se non fosse per gli ultimi cinque minuti, sarebbe una delle gare più brutte dell'anno. I tre punti fanno bene ai partenopei, che devono imparare a vincere pure queste partite per rimanere aggrappati al gruppone e sperare in qualcosa di più a maggio. Rimane il problema di entrambe: Iachini è la soluzione ultima di una situazione non disperata, ma che lo è diventata. Mazzarri invece necessiterebbe di un difensore e di un attaccante, ma poi si affida sempre a quei due o tre. Si può fare di più, da ambo le parti.




