La metamorfosi di Zeman risolleva la Roma, Sabatini fissa l'obiettivo
Antonio Gaito
Anche Zdenek Zeman sacrifica le sue idee nel nome dei risultati. Strano a dirlo, considerando che il boemo è considerato l'integralista per eccellenza del 4-3-3 ma nelle ultime partite la metamorfosi dei giallorossi è stata considerevole. Se prima il tecnico giallorosso non aveva mai abbandonato il suo modo di intendere il calcio, neanche a gara iniziata, esponendosi spesso a rimonte clamorose, nelle ultime gare ha dimostrato invece di sapersi adattare ai tempi che cambiano. "Sono troppo vecchio per cambiare" aveva sempre tagliato corto il boemo nei vari post-partita, alle domande su un possibile atteggiamento più attento in fase difensiva, ed invece le tre vittorie consecutive della Roma - con un solo gol subito, peraltro arrivato su palla inattiva - evidenziano che il tecnico ha saputo adattare la sua squadra anche leggendo la formazione avversaria, coprendosi nei momenti di difficoltà per portare a casa il risultato. Con il Pescara, per mettere in cassaforte l'1-0, sono entrati Perrotta e Tachtsidis al posto di Destro ed Osvaldo mentre a Siena il tridente è stato completato da un giocatore come Pjanic che non è propriamente un attaccante e di fatto in fase di non possesso si abbassava sulla linea mediana per un lineare 4-4-2.Da non trascurare anche la posizione di Francesco Totti. Zeman ha massima fiducia nel capitano giallorosso tanto da rinunciare all'attaccante esterno del suo tridente: sì, perché il capitano della Roma svaria su tutto il fronte e spesso si abbassa centralmente per lanciare i compagni di reparto con la sua classe. Da posizione centrale riesce ad arrivare anche al tiro con grande semplicità e non a caso ha già totalizzato oltre 50 conclusioni: nessuno in serie A meglio di lui. Anche in questa metamorfosi si spiegano le ultime tre vittorie che hanno fatto seguito al duro colpo subito nel derby con la Lazio. I tre successi coincidono anche con le giornate d'assenza di Daniele De Rossi. Con la Fiorentina la sua presenza è in forte dubbio, anche perché la squadra ha trovato determinati equilibri e, nonostante la classe immensa del giocatore. Zeman senza troppe titubanze potrebbe lasciarlo in panchina.
Il cambio di passo dalla Roma è stato accolto con grande soddisfazione da parte di Walter Sabatini. Il direttore sportivo giallorosso, che ha sempre difeso l'operato di Zeman ed il valore della squadra, ha invece sempre minimizzato sugli obiettivi stagionali nonostante la dispendiosa campagna acquisti estiva. Intervenendo ai microfoni di Roma Channel, però, Sabatini stavolta si è lasciato andare fissando l'obiettivo minimo da raggiungere: "I ragazzi hanno trovato subito la forza di tirarsi su dopo la sconfitta del derby. Una sconfitta così ti manda in catalessi almeno per un mese. L'obiettivo in campionato - ha proseguito Sabatini - è quello di ottenere un posizionamento decoroso, almeno la Champions. L'obiettivo che ho in mente io e che devono avere anche i ragazzi è quello di consolidare l'idea di noi stessi, voler essere qualcosa di importante, attingere a tutte le nostre risorse per essere competitivi tutte le domeniche". Walter Sabatini ha poi sottolineato la giovane età della squadra e la prospettive di crescita nei prossimi anni: "I tifosi hanno la sensibilità di capire: nel primo gol a Siena abbiamo un lancio di Tachtsidis, che è del '91, assist di Florenzi, che è un '91, e gol di Destro che è '91. Non è un autocelebrazione, è un fatto. Tre ragazzi del '91 hanno costruito un'azione gol straordinaria da rivedere 10 volte. Dal punto di vista della sintassi calcistica è stato qualcosa di eccezionale. La squadra sta andando incontro all'allenatore con molta abnegazione, molto impegno, per cercare di interpretare e di capire il calcio di Zeman".




