La tripla di Cavani, Roncaglia e le papere: top e flop del campionato
Andrea Losapio
La quinta giornata di campionato dà un verdetto quasi inequivocabile: il Napoli è squadra dalle grandi occasioni, il tre a zero con la Lazio dà una marcia in più. Come l'anno scorso, però, dovranno essere le piccole a determinare il campionato dei partenopei, forse l'anti-Juve per eccellenza. Che rimane comunque fuori portata, ma che pareggia con una grande Fiorentina: avrebbe meritato qualcosa di più, la formazione gigliata. In coda vince ancora il Siena, che annulla la penalizzazione e incomincia un nuovo campionato, e prima affermazione anche per il Pescara: Gasperini traballa già.
I top
La tripla di Cavani - Tre gol di rabbia e prepotenza, dopo il mani di Klose confessato (e che non mettiamo fra i top perché dovrebbe e sottolineo dovrebbe essere normale amministrazione) e prima di un rigore sparato e probabilmente ora in orbita ellittica attorno al nostro pianeta. Un giocatore straordinario, altro che Bendtner o Berbatov: la Juve aveva visto giusto a puntare su di lui.
Facundo Roncaglia - Bel difensore, arcigno, si fa vedere in zona gol più spesso di quanto non si potesse pensare dal suo score. Spaventa il campionato andando vicino alla rete che abbatterebbe la Juventus dopo 43 turni: c'è anche una buona dose di sfortuna. Ed è arrivato a zero euro.
Gianluca Pegolo - Chiude la saracinesca e impedisce al Bologna di passare, annullando di fatto la penalizzazione. Se n'è andato Brkic ed è diventato titolare inamovibile, per alcune sue prestazioni del passato se l'è assolutamente meritato: poi ci pensa Calaiò - con la collaborazione fortuita di Antonsson - a sistemare le cose.
I flop
Le papere - Se la Roma non è vicino alla vetta della classifica molte delle colpe sono di Maarten Stekelenburg. Passi per quella con il Bologna - più che altro causata da Burdisso - ma il gol di Gianni Munari nella partita con la Samp pone una macchia quasi indelebile sul curriculum del giocatore per il prosieguo nella sua carriera in giallorosso. Goicoechea scalpita. Così come Frison dopo l'erroraccio di Andujar contro l'Atalanta: il passaggio a Maxi Moralez poteva essere l'inizio di un incubo, Spolli e Barrientos hanno messo una pezza.
Steve von Bergen - Il Palermo perde anche perché ridotto in dieci contro undici per un tempo dopo il fallo di mani (evitabile) del difensore svizzero. Ultimo uomo, chiara occasione da gol, rosso diretto e inequivocabile. E Gasperini già traballa dopo due partite, come sempre del resto in Sicilia.
Michaël Ciani - Prendersi Cavani in una serata così è già difficile. Se poi inganni Marchetti sul primo gol, sei distante sul secondo e ti addormenti sul terzo, allora non hai scusanti. E poi c'è il rigore di Insigne con conseguente cartellino giallo quando la partita era già finita. Calimero.




