Lazio, chi va con lo zoppo...
Gianluca Losco
Di solito tre indizi fanno una prova. Ma quando il terzo contraddice completamente i primi due, allora l'errore è a portata di mano. Primo episodio: Klose è servito da solo in mezzo all'area, ma lo stop è fra i peggiori mai fatti dal tedesco e Handanovic può uscire. "Non è possibile", avrà pensato qualcuno, "forse il guardalinee ha alzato la bandierina". Secondo episodio: Klose inizia uno slalom gigante e si ritrova a tu per tu col portiere, ma invece di tirare si accartoccia su se stesso. Qui si pensa subito all'errore, poi in realtà ci si rende conto che un crampo ha fermato l'attaccante. Klose pare infatti dolorante, anche se il cambio non arriva. Serata storta per l'ex Bayern, ma ecco che Mauri vede il movimento della punta e lo serve, i due difensori nerazzurri sono superati e così è anche Handanovic dopo il tocco felino di prima intenzione di Klose.
Tutti vanno a festeggiare giustamente il compagno di squadra, che qualche secondo dopo può effettivamente lasciare il campo a Floccari. Forse è inutile sottolineare per l'ennesima volta l'importanza di un giocatore come Klose nella Lazio e Mauri giustamente ci ha scherzato su: "Non siamo Klose-dipendenti, oggi ha sbagliato troppo". Quello che impressiona veramente è che un Klose a mezzo servizio può fare sempre e comunque la differenza, che quando c'è la fame di gol non c'è dolorino che tenga, che Klose con una sola gamba va marcato comunque da due uomini e a volte neanche basta. Perciò chi va con lo zoppo non deve imparare a zoppicare, bensì dare sempre e comunque tutto, perché se lo zoppo si chiama Klose tutto è possibile.




