Lazio da Champions, il Napoli crolla 3-1 all'Olimpico
Antonio Gaito
Una prodezza di Mauri stende il Napoli e lancia la Lazio per la corsa Champions. La squadra di Reja con una prova di grande compattezza affossa in classifica il Napoli (a -6, con lo scontro diretto sfavorevole -7) che dopo il gol del pareggio per larghi tratti ha chiuso i biancocelesti nella propria metà campo senza riuscire a trovare il varco giusto. Sontuoso il secondo tempo dei padroni di casa che si sono riportati in vantaggio grazie ad una rovesciata spettacolare di Mauri che ha spaccato il match che poi è stato chiuso da una ingenuità di Britos in area di rigore.
Walter Mazzarri deve rinunciare a Gargano e Zuniga squalificati oltre a Maggio infortunato. Solo panchina, invece, per un acciaccato Dossena e la carenza di esterni porta il tecnico partenopeo al cambio modulo con la linea a quattro con Cannavaro e Britos al centro, Campagnaro a destra e Aronica a sinistra. A centrocampo c'è Hamsik con Inler e Dzemaili ed in attacco Pandev nel tridente con Cavani e Lavezzi. Tante le assenze anche per Edy Reja che decide di rischiare Radu, non al meglio, in difesa con Biava, Diakitè e Konko a destra. A centrocampo non ce la fanno Matuzalem e Brocchi e in coppia con Ledesma c'è Cana mentre in attacco Mauri, Hernanes e Candreva (preferito al più difensivo Gonzalez) supportano l'unica punta Rocchi.
Alla Lazio bastano sette minuti per passare: su un'azione dalla destra di Konko la palla arriva a Rocchi che offre l'assist per l'accorrente Candreva che non angola molto la conclusione ma trova il vantaggio sfruttando il mancato intervento di De Sanctis che si lascia sorprendere. La reazione dei partenopei è immediata: Cavani si ritrova di fronte Marchetti ma il portiere biancoceleste allontana la minaccia. Passano altri sessanta secondi e il Napoli sfiora nuovamente il pareggio con Hamsik che da fuori area manda di pochissimo a lato. Dopo il primo quarto d'ora il ritmo si abbassa e il Napoli prova a fare la partita tenendo il possesso palla e una buona superiorità territoriale che però non porta a grosse emozioni. Dopo venticinque minuti Lavezzi va via sulla sinsitra ma anzichè provare il tiro cerca l'assist al centro che non trova compagni pronti a mettere in rete. La Lazio, che in realtà si stava difendendo con grande ordine, si abbassa troppo e a dieci dalla fine subisce il pareggio: Lavezzi col tacco lancia Pandev, scattato in posizione regolare, che batte Marchetti sul primo palo. A tre dalla fine i partenopei protestano per un un intervento di Cana che, disinteressandosi del pallone, sposta Pandev che cade in area.
Nella ripresa Reja corre ai ripari inserendo Gonzalez al posto di uno spento Hernanes ma il Napoli inizia come aveva finito attaccando a testa bassa. In due minuti i partenopei sfiorano il gol prima con Pandev, che da due passi non riesce a mettere in rete, e poi con Lavezzi che manda di poco alto. Il predominio dei partenopei viene interrotto dopo dieci minuti da un retropassaggio errato di Hamsik che lancia Candreva, ma De Sanctis riscatta l'errore del primo gol tenendo lì il pallone e poi Campagnaro spazza via salvando tutto. La pressione della Lazio aumenta e in attacco arrivano soluzioni finalmente pericolose: al quarto d'ora la squadra di Reja ci riprova con Rocchi ma la conclusione è centrale e De Sanctis salva in due tempi. Dopo fasi molto confuse, a venti dalla fine la Lazio ripassa in vantaggio con Mauri che sfrutta il mancato intervento di Britos e batte De Sanctis con una bellissima rovesciata. Anche stavolta non manca la reazione del Napoli, ma la retroguardia non concede nulla se non una sponda a Cavani, verso Hamsik a due passi da Marchetti, ma il guardalinee interrompe tutto per un fuorigioco che non c'è. Sul capovolgimento di fronte Gonzalez spreca mandando sopra la traversa una bella azione corale ma a dieci dalla fine Britos chiude praticamente la partita falciando Rocchi all'altezza del vertice dell'area e dal dischetto Ledesma non sbaglia. Il finale arrembante del Napoli finisce per esaltare gli avversari che hanno anche molto campo in contropiede.




