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Lazio, dott. Pulcini: "Possibile recuperare Klose per questa stagione"

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Marco Valerio Bava
lunedì 16 aprile 2012, 19:482012
autore Marco Valerio Bava
16.04.2012 19:482012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

Ai microfoni di RadioSei è intervenuto Ivo Pulici, direttore sanitario della SS Lazio. Il professore ha spaziato dal caso della tragica morte di Morosini e le conseguenti parole di Di Natale che ha parlato di impegni troppo pressanti per i giocatori, alla situazione medica in casa Lazio. "I troppi impegni sono istigazione al doping? Quello che dice Di Natale non è totalmentte sbagliato. Io che ho seguito il Giro d' Italia, non posso credere che con pane e acqua si possano fare 200 km al giorno. Mentre nel calcio è un optional, perché si può stare in panchina, nel ciclismo non è così. Ma anche nel mondo dei dilettanti, che io conosco, non è meno che dei professionisti. Prendono delle sostanze da internet, dove la garanzia è nulla. Sostanze che vengono usate per i cavalli. Questo deve aiutarci a riflettere. Nel mondo dello sport, poi, alcuni input vengono dai genitori perché meravigliarsi dell' allenatore o di qualche tecnico? Queste cose non hanno a che fare con lo sport. Io dico che lo sport è come un farmaco, il sovradosaggio crea effetti collaterali. Ma il giusto chi lo stabilisce? L'allenatore, il calendario o il medico che ti dice quali sono i limiti?"

Qualche anno fa, alla Lazio, transitò Eguren. Il calciatore spagnolo non passò le visite mediche, proprio per dei sospetti problemi cardiaci: ""Quando noi visitiamo i nuovi atleti, che devono iniziare il campionato, facciamo le visite previste per legge ed altre extra, più volte l'anno. Ma io, essendo il Direttore Sanitario, devo dare il parere di idoneità per gli arrivi. Siccome devo certificare la salute del soggetto, ho ritenuto Egurèn non idoneo a giocare in quel momento. Se lo avessi confermato, mi avrebbero messo in galera ed avrebbero buttato le chiavi. Io ho spiegato i motivi ad Egurèn, via raccondata: mi sono tornate indietro senza neanche essere state aperte".

Controlli e prevenzione: "Dal 1978 la legge impone un certificato di idoneità agonista o meno , che comporta un certificato medico. Servirebbe maggiore responsabilità. Tutte le professionalità sono un bellissimo mosaico. Ma ognuna deve stare al suo posto, altrimenti non è più così. Ma senza utilizzare cose proibite. Non si trascura la morte di nessuno, la vita è importante per tutti. Si può fare di più. Nel caso specifico, bisogna attaccare il defibrillatore. Questa è la cosa assoluta. Mi hanno chiamato a fine partita, è morta una persona. Io ho il defibrillatore in macchina, gliel'ho applicato e dopo la quinta si è ripreso. Adesso sta bene. Ed era morto".

Pulcini, infine, è ottimista sul rientro di Lulic e Klose per le ultime partite. "Credo proprio che ci sia speranza di rivederli in campo. Ho studiato la situazione con il medico di Klose ed ho fiducia in lui"