Lazio, Firmani: "Il terzo posto sarebbe meritato"
Marco Valerio Bava
Con la maglia della "sua" Lazio, ha giocato per sei anni. Ma Fabio Firmani ha anche affrontato avventure come quella in Cina e a Dubai, nell'Al-Wasl ora allenata da Maradona. Attualmente è svincolato ma 33 anni ha ancora tanta voglia di fare. Ai microfoni di RadioSei ha parlato di Lazio e non solo. "Speriamo tutti che la Lazio riesca a centrare gli obiettivi, siamo fiduciosi, ed io per primo, penso che possiamo ottenere questa qualificazione strameritata. Il campionato italiano ci insegna che non ci sono partite facili: contro il Napoli abbiamo preso punti importanti, quando invece sembrava una gara proibitiva. Poi, precedentemente, abbiamo perso qualche punto con il Bologna in casa o a Catania. Non è il calendario che fa la differenza. In queste due gare (contro Novara e Lecce ndr), abbiamo la possibilità di sfruttare questa situazione, non avendo anche scontri diretti".
La mente poi va alla tragica scomparsa di Morosini. Sulla questione controlli, però, Firmani non ha dubbi. ""E' un momento molto triste anche per noi della Lazio: veniamo da una settimana sofferente con la morte di Chinaglia e Mirko. A questo si è aggiunta la scomparsa di Morosini che ci ha fatto riflettere un po' tutti. Stamattina sono andato a fare un saluto al mio ex compagno di squadra (Di Canio che ha perso la madre ndr) ed amico a cui vogliamo tutti bene. Non ho avuto il piacere di conoscere Morosini. Ho avuto l'impressione che fosse un ragazzo con alti valori morali, un esempio per lo sport. Si tratta forse di una ragazzo troppo 'grande' per stare con noi: analizzando la sua storia, era molto grande umanamente rispetto a noi. Comunque noi calciatori veniamo controllati l'estate, se poi cambi squadra ti sottopongono ad un altro esame. Perciò una volta l'anno. I controlli ci sono, quindi non credo che la causa di tutto sia questo".




