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Lazio mai doma, il Cesena sciupa il doppio vantaggio in 17'

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Simone Lorini
giovedì 9 febbraio 2012, 22:412012
autore Simone Lorini
09.02.2012 22:412012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Partita dalle mille emozioni quella giocata stasera all'Olimpico di Roma tra Lazio e Cesena, con la squadra di Reja che regala un tempo all'avversario ma ribalta tutto con 17 minuti da urlo, per di più in inferiorità numerica. Tante le recriminazioni per il Cesena, che spreca con alcune gravi disattenzioni difensive una gara che si era messa benissimo per demerito dei laziali ma anche per il cinismo delle punte romagnole e la tattica "colpisci e fuggi" impostata da Arrigoni.



CESENA PERFETTO - Il Cesena lascia sin dall'inizio il pallino del gioco nelle mani dei padroni di casa, affidandosi a ripartenze fulminee ed alle sponde di Iaquinta come uniche armi per fare male. La Lazio punta tutto su Klose, con Hernanes e Candreva che si abbassano a prendere palla lasciando il tedesco a duellare tra i difensori bianconeri. La prima occasione arriva dopo 4 minuti ed è proprio per il tedesco: la difesa del Cesena sale male, l'ex Bayern riceve tra le linee e prova la puntata ma trova un superAntonioli a negargli la rete, con un intervento di puro istinto con il piede sinistro. Il Cesena risponde immediatamente: Iaquinta riceve palla defilato e lascia partire un violento destro verso la porta di Marchetti, che è costretto alla deviazione con i pugni. La squadra di Reja ha quasi sempre il pallone tra i piedi ma è il Cesena a rendersi pericoloso quando riparte. Al 14' con tre tocchi i romagnoli coprono 70 metri e trovano al rete del vantaggio: contropiede da manuale iniziato da Parolo che lancia lo scatto di Iaquinta. L'ex Juve semina di potenza Biava e mette in mezzo dove Mutu deve solo appoggiare in rete. Olimpico zittito dalla grande azione della nuova coppia d'attacco dei romagnoli, subito decisiva. Klose potrebbe rianimare subito i propri tifosi ma ancora una volta fallisce l'appuntamento con il goal, con un errore non da lui. Il tedesco batte ancora la linea del fuorigioco bianconera, ma arrivato davanti ad Antonioli chiude troppo la conclusione e spedisce fuori. Le tante assenze difensiva si fanno sentire nella Lazio, che va in difficoltà ogni qual volta il Cesena riparte. Sull'ennesimo fuorigioco sbagliato, Mutu sfrutta al massimo il perfetto lancio di Parolo, entra in area e prima del tiro viene steso da Konko. Rigore ineccepibile e rosso per il laterale di Reja per fallo da ultimo uomo. Biancocelesti in 10 per quasi un'ora e raddoppio del Cesena grazie alla perfetta esecuzione di Iaquinta, che batte Marchetti con un violento tiro che sbatte sul palo prima di terminare in rete. La trama della partita però non cambia: i padroni di casa si ributtano in avanti nonostante l'inferiorità numerica ma le idee offensive sono poche e male eseguite ed il Cesena continua a difendersi in 9, lasciando i soli Iaquinta e Mutu a presidio del cerchio di centrocampo, nonostante la superiorità numerica. Sovente il centrocampo capitolino butta in mezzo palloni dalla trequarti alla ricerca di una sponda di Klose, che è però accerchiato da tre avversari come minimo e difficilmente tocca la sfera. La sfida prosegue così fino al duplice fischio di Romeo.

RIVOLUZIONE LAZIO - Reja rivolta la sua squadra nella ripresa: difesa a tre, con Ledesma che si abbassa ad aiutare Biava e Zauri, Lulic che si alza ala sinistra, fuori l'impalpabile Candreva e dentro la seconda torre Kozak, a dare più presenza in area di rigore dove Klose annaspava. I risultati si vedono subito: dopo 30 secondi Hernanes penetra in area e scarica per Klose, il cui tiro è però debole e centrale, finendo senza problemi tra le mani di Antonioli. La Lazio comincia a palesare i medesimi limiti mostrati nel primo tempo e per rimettere in piedi la partita serve un colpo da campione. Arriva ad opera di Hernanes, che realizza un goal straordinario al 7' riaprendo la partita e cambiando l'inerzia della gara: il brasiliano riceve palla da Klose spalle alla porta, si gira in una frazione di secondo e con un violentissimo destro spedisce all'incrocio dei pali l'1-2. L'Aquila si rianima e tenta l'assalto alla porta di Antonioli alla ricerca del pareggio, che arriva all'ora di gioco su una colossale dormita della difesa romagnola: Klose crossa in mezzo per Kozak, che tutto solo davanti ad Antonioli per un'errata messa in atto del fuorigioco da parte dei difensori bianconeri sbaglia il controllo, ma sulla palla si fionda Lulic, che complice una fortunata deviazione, spiazza Antonioli e pareggia il conto. Emozioni che non smettono di arrivare: altri 120 secondi e la Lazio è addirittura in vantaggio. Angolo battuto da Hernaes, Biava prova la deviazione senza riuscirci, ma la palla rimane li. Ci si avventa Kozak che controlla e scarica in porta un violentissimo destro che piega le mani ad Antonioli e rotola in porta. Ancora evidenti le responsabilità della difesa bianconera, che in due minuti spreca quanto di buono fatto nei precedenti 60. Arrigoni cambia la fisionomia della squadra, inserendo Rennella, Guana ed il freschissimo ex Del Nero, ma il Cesena riesce a rendersi pericoloso solo con una conclusione dalla lunga distanza di Comotto, che si spegne di pochissimo alto. La Lazio va anche clamorosamente vicina al poker, con Klose che non controlla un suggerimento centrale di Hernanes e si allunga il pallone oltre la linea di fondo. A 7' dal termine, quindi con 38' minuti effettivi giocati, esce tra gli applausi dell'Olimpico Libor Kozak, assolutamente decisivo nella rincorsa biancoceleste, ma troppo stanco per proseguire, avendo sulle spalle un solo allenamento dopo molte settimane di stop per pubalgia. Al suo posto entra Scaloni. Negli ultimi minuti i biancocelesti tengono palla con maestria e per il Cesena non rimane che fare fallo sistematicamente, chiudendo la partita gravato di parecchi gialli e tanta delusione per l'esito finale della sfida.

Lazio-Cesena 3-2
(14' Mutu, 33' rig. Iaquinta, 53' Hernanes, 60' Lulic, 62' Kozak)