Lazio, mercato da campioni
Antonio Vitiello
Dopo due stagioni passate costantemente tra le prime quattro squadre della serie A, la Lazio è arrivata a un bivio: crescere e diventare definitivamente una grande del campionato, o scegliere un profilo basso e fare di necessità virtù. Stando alle recenti dichiarazioni di Lotito e Tare, l'opzione più gettonata sembra essere la prima, con un mercato incentrato sugli ormai celebri 4 campioni promessi dal presidente. Le trattative sono iniziate ma, solo da giugno in poi, si potranno avere certezze. Quella che però è la vera priorità, ancor prima del mercato, è la scelta dell'allenatore. Dopo il burrascoso inverno, che aveva portato Edy Reja a rassegnare le dimissioni poi rientrate, i rapporti tra dirigenza e tecnico sono tornati sereni ma i dubbi delle due parti in causa restano in piedi: Reja vorrebbe restare ma a determinate condizioni, come l'importante rafforzamento della rosa letteralmente bucato nella finestra di gennaio. Lotito, dal canto suo, è stuzzicato dall'idea di un nuovo progetto. I nomi in ballo per sostituire l'allenatore goriziano sono noti, con il duo Zola-Casiraghi favorito sugli altri pretendenti.
Con l'ex stella del Chelsea c'era addirittura un accordo di massima, poi congelato visto il ripensamento di Reja e, a questo punto, basterebbe un cenno della dirigenza laziale per sancire il matrimonio. L'altro nome caldo è quello di Roberto Di Matteo, che nella Lazio ha giocato e che si appresta a vivere l'emozionante finale di Champions contro il Bayern, con il suo Chelsea. Rispetto a Zola, la candidatura dell'italo-svizzero sarebbe più che gradita dalla tifoseria biancoceleste, cosa non di poco conto visti i rapporti tesi tra dirigenza e sostenitori. Storicamente, i primi giorni di giugno sono quelli che hanno sancito il divorzio tra Lotito e i suoi allenatori (vedi Papadopulo e Rossi), di certo non si potrà andare troppo oltre con la scelta, visto che sarebbe più che importante che il mercato lo pianificasse l'allenatore della prossima stagione. Il sentiero di crescita della Lazio dipenderà quindi tutto dalle prossime due/tre settimane, poi inizierà una nuova stagione. Arrivare col fiato corto e le idee confuse alla metà di giugno sarebbe un gravissimo errore che, in casa biancoceleste, è già stato commesso troppe volte.




