Lazio: pronti per la prossima impresa dopo il mercato del vorrei ma...
Redazione TMW.
C'è un tempo per sognare, un tempo per analizzare ed uno ancora per tornare a sperare. La parentesi biancoceleste di uno dei mercati più asfittici della serie A si è appena conclusa. Quel cammino tortuoso, iniziato con la vana rincorsa di Burak Yilmaz e terminato con la mancata cessione di Emiliano Alfaro, ha segnato in maniera indelebile, una delle sessioni di calciomercato meno emozionanti degli ultimi tempi. In casa Lazio come altrove si è faticato e non poco per conciliare bilanci e rinforzi. Scambi di prestiti, comproprietà e trattative sfumate al fotofinish. Questo è il triste epilogo di una sessione di mercato che a stento ha lasciato il segno, eccezion fatta per qualche illustre addio. Questione di soldi, che vanno e non vengono. Questione di interessi che appiedano le grandi del nostro campionato. Sogno e realtà è quel binomio a volte inscindibile, tanto da concedere all'aspettativa quei vaghi connotati di tangibilità. Sogno e realtà è molto spesso una lega durissima, forte anche più dell'acciaio che materializza o quasi l'attesa del campione seguito e inseguito da tempo. Sogno e realtà però in altre occasioni nasconde un brutto tonfo, un pesante risveglio che cancella la speranza in un sol colpo e ti sbatte in faccia senza appelli quell'evidenza nuda e cruda con cui si è chiamati a fare i conti. "Vi porto quattro campioni....", un giorno qualcuno disse... Poi di acquisti da quattro ne divennero due e alla fine di campioni non ne arrivò proprio nessuno. A pensar male si fa peccato recita un antico adagio, ma di certe storie in casa Lazio ne abbiamo sentite svariate: dal caso Honda a Nilmar, per arrivare a Yilmaz e Balzaretti, con buona pace di Breno che fa capitolo a sé. Insomma sembra sempre il mercato del vorrei, ma non posso, che per la Lazio continua a ripetersi come un disco rotto, anche se oggi il divario con i grandi della serie A è reso meno evidente dalla crisi incalzante, che per certi versi ha livellato tutti i club verso il basso. Pochi sussulti sul finale dunque, poche emozioni vere, che sul fotofinish non hanno regalato quei due o tre tasselli che ancora servivano a questa rosa.
Con un anno in più sulle spalle ed una squadra che rispecchia quasi in toto quella dello scorso anno, all'ordine del giorno alla voce acquisti doveva spiccare il nome di un terzino sinistro e di una punta importante. Serviva una freccia mancina nell'arco di Petkovic in grado di bucare insieme a Lulic le difese avversarie, ma non è arrivata. Si è inseguito Balzaretti (nonostante le smentite di rito, ndr) ma è sopraggiunta la Roma a portarsi a casa il vice campione d'Europa. Era necessario un attaccante da inserire al posto di Floccari e di Alfaro, ma il diniego dei due calciatori biancocelesti ad abbandonare Roma, rispettivamente per Bologna e Cesena ha finito di bloccare il mercato delle punte (Abdellaoue era vicinissimo, ndr). Il resto è storia nota. Qualche prestito tra i giovani emergenti primavera e qualche innesto di buone speranze per la nuova squadra di Bollini. Il grande circo del calciomercato ha levato le tende, come ogni 31 Agosto, dando appuntamento nell'intermezzo invernale. Tutto passa nelle mani di Pekovic e dei suoi ragazzi, ogni giudizio è rispedito al campo. Pochi aiuti dal portafogli del patron, tanta attesa dalla gente laziale. L'affetto non si compra è un po' come l'onore e chi veste questi colori ne ha sempre conservato tanto. La nuova creatura di mister Petkovic va avanti da sé. Corre, lavora, cresce e si affina. Il cammino è lungo e siamo solo all'inizio, ma la luce intravista nella parentesi europea e quello spicchio di sole che ha illuminato Bergamo hanno lasciato ai più delle buone sensazioni. Forse è poco o magari è nulla, ma questo è quanto basta per crederci ancora e per vivere insieme un'altra splendida avventura... Avanti Lazio!!! Non molliamo nonostante tutto...




