Lazio, Reja: "Sto valutando il mio futuro"
Marco Valerio Bava
Edy Reja ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio. L'allenatore biancoceleste ha spaziato dal campionato appena concluso, al futuro prossimo. Sarà ancora lui l'allenatore della Lazio nella prossima stagione: "Arrivare a fare il tecnico a Roma non è facile. Basta guardare anche sull'altra sponda con Luis Enrique. Mi piacerebbe che una volta per tutte i tifosi laziali non facessero critiche al presidente. Dovremmo essere un corpo unico, se trovassimo un unione di intenti e un po' più di considerazione del tecnico e della dirigenza sono sicuro che arriverebbero risultati ancora migliori. Abbiamo fallito dando il massimo ma basta critiche alla società. Senza armonia le cose non possono andare avanti. Io sto meditando in questo momento. Quando sono arrivato ci siamo salvati e poi abbiamo sfiorato negli anni seguenti la Champions League. Bisognava completare la crescita riuscendo a centrare l'accesso alla coppa ma questo discorso si può ritenere fallito. Non ci sarebbe voluto molto, ci sono stare due o tre partite sfortunate ma adesso non bisogna guardarsi indietro".
C'è un po' di rammarico per la Champions mancata, Reja non si nasconde: "Devo ringraziare i tifosi che mi hanno sostenuto anche nei momenti più difficili. Abbiamo raggiunto un obiettivo anche non quello importante. Siamo arrivati quarti ma non in Champions dunque l'obiettivo più importante non l'abbiamo centrato. In questi giorni ho ricevuto più di cento messaggi di affetto, abbraccio tutti i miei sostenitori e li ringrazio. C'è rammarico ma in questa stagione abbiamo messo sotto squadre importanti come Inter, Napoli e Milan. Abbiamo vinto due derby".
Reja elegge anche il momento topico dell'annata: "E' il primo derby. una vittoria che inseguivamo con grande forza. Poi le vittorie con Napoli e Milan, quando avevamo almeno sei o sette infortunati. Me le ricordo in maniera particolare. Con la Roma quella rete a venti secondi dalla fine è stata fantastica, ho fatto una corsa al gol di Klose come non avevo mai fatto in tutta la mia carriera. Una liberazione più che una gioia, grande soddisfazione.."




