Legale Mauri: "Scarcerazione? Risposta dovrebbe arrivare lunedì"
Marco Valerio Bava
Si attendeva una risposta per oggi, la richiesta di scarcerazione del centrocampista della Lazio Stefano Mauri era stata inoltrata mercoledì dopo l'interrogatori di garanzia, ma è probabile che tutto slitti a lunedì. A confermarlo è Matteo Melandri uno dei legali del centrocampista: "Sono in attesa come voi, ho comunicato con la cancelleria del giudice e mi hanno riferito che stanno, in questo momento, svolgendo altri interrogatori quindi il giudice non ha ancora passato alcun tipo di provvedimento -ha dichiarato a RadioSei-, mi hanno assicurato che se ci fosseero novità da qui a questa sera me l'avrebbero fatto sapere. Secondo le notizie giornalistiche che, immagino, avrete anche voi, pare che il Gip voglia mantenere la riserva anche per i prossimi due giorni e visto che domani è festa nazionale, poi c'è la domenica, penso che slitti tutto a lunedì e quindi pare che il giudice voglia rifletterci ancora un paio di giorni. Il provvedimento di scarcerazione il giudice potrebbe averlo già fatto e potrebbe già passarlo alla cancelliera. Dipende anche dal provvedimento: quello di rigetto non deve passare neanche dalla cancelleria e viene comunicato direttamente a me, senza passaggi particolari. Nel caso di un provvedimento di scarcerazione, invece, si attiva un iter anche con la casa circondariale e allora diventerebbe difficile da fare in tarda serata. Rimarrò in attesa fino alle 20 circa e a quel punto, se non ci saranno novità, penso si dovrà aspettare fino a lunedì".
Nell'ordinanza di custodia cautelare si riferisce la necessità di voler avere da Mauri dichiarazioni il più genuine possibili: "Stefano non ha la possibilità di riferire più di quello che ha già detto -ha dichiarato Melandri durante la trasmissione 9 gennaio 1900-, certo che poi i provvedimenti del giudice vanno rispettati. Noi stiamo percorrendo tutte le strade legittime, abbiamo anche presentato richiesta di riesame al Tribunale di Brescia. Restiamo fiduciosi perchè il dott. Salvini mi è sembrato molto partecipe durante l'interrogatori di garanzia. Se poi l'esigenza cautelare è stata presentata come utile a raccogliere dichiarazioni nel modo più genuino possibile, come scritto nell'ordinanza, allora Stefano le cose che doveva dire, le ha dette e allora verrebbe meno anche questa esigenza cautelare. Quelli su Stefano sono indizi per cui la misura cautelare a me che sono il difensore non appariva necessaria. Se gli elementi sono quelli scritti sull'ordinanza mi sembra che grosse cose non ci siano. Ci sono stati 6 mesi rispetto le probabili iscrizioni nel registro degli indigati e nei riguardi di Stefano non è emerso nulla in riferimento a misure cautelari. Stefano per problemi di salute faceva avanti indietro per Monaco per curarsi e nonostante avesse saputo del provvedimento è sempre tornato, non ha mai inquinato prove, pericolosità sociale voglio pensare che non ci sia, quindi non vedevo elementi per l'arresto preventivo. Noi in sede di interrogatorio abbiamo tirato fuori questi elementi per contestare l'ordinanza e chiedere la scarcerazione".
Futuro di Stefano Mauri, scarcerazione o non scarcerazione, ecco cosa bisogna aspettarsi dai prossimi giorni: "Io ho sentito da parte di giornalisti che uno dei motivi dell'attesa sarebbe la volontà del dottor De Martino di risentire Mauri e Milanetto. Noi ovviamente non abbiamo alcun tipo di problema eventualmente a sottoporci all'interrogatorio. Mauri ha già ampliamente illustrato e ribattuto. Non lo vedo da giovedi, in questi giorni è stato tranquillo, era concitato dopo l'interrogatorio per il momento, ma è sereno".




