Manita rosanero, la Lazio crolla a Palermo: al Barbera è 5-1
Alessio Alaimo
Un rasoterra di Barreto, una perla di Donati e un colpo di testa di Silvestre, tutto in quaranta minuti. Poi Budan e Miccoli ad inizio ripresa, giusto per non farsi mancare nulla. Il Palermo per dimenticare Cagliari fa leva su una prestazione maiuscola che non concede scampo agli avversari. I rosanero, tra le mura amiche del Renzo Barbera, s'impongono su una malcapitata ed incerottata Lazio disputando una prova che non ammette repliche. Mutti ritrova Miccoli e sorride; Reja è costretto ad inventarsi un 3-5-2 con Ledesma difensore centrale e propone, nel reparto avanzato, Alfaro in coppia con Miroslav Klose. La serata sorride ai rosanero.
Parte forte la Lazio, con Alfaro che al 1' viene servito sul filo del fuorigioco, gioca d'anticipo sulla difesa del Palermo e prova a calciare in porta. La conclusione è però fuori bersaglio e non desta timori a Viviano. Poi è tutto un monologo rosanero. La replica palermitana alla conclusione laziale si registra dopo sessanta secondi ed è affidata ad un tiro di Ilicic dalla distanza, assai pretenzioso e poco concreto. Tre minuti e ad impensierire gli ospiti ci pensa Miccoli, che riceve da Balzaretti dalla sinistra, anticipa Ledesma e colpisce di testa. La traiettoria è diretta fuori, ma costringe Marchetti al tuffo per coprire la porta.
L'offensiva rosanero continua con Donati che pennella un passaggio preciso e delicato per Budan, bravo a servire Ilicic sulla destra. Lo sloveno mette in mezzo per Miccoli, ma il capitano dei siciliani non colpisce consentendo alla retroguardia laziale di tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia l'appuntamento con il gol, per il Palermo, è solo rimandato e al 9' porta la firma di Edgar Barreto. Miccoli riceve di testa da Migliaccio e appoggia per il paraguayano, bravo a calciare un rasoterra che trafigge un incolpevole Marchetti e manda in festa il Renzo Barbera. La Lazio prova a reagire, ma la difesa rosanero è attenta quanto basta per non correre particolari rischi.
Le lancette dell'orologio girano per altre seicento volte e i padroni di casa trovano anche il gol del raddoppio. Balzaretti a sinistra appoggia per Donati e il centrocampista ringrazia per l'assist con un diagonale potente e preciso dalla sinistra che silura Marchetti. La perla dell'ex Bari, da circa trenta metri, raccoglie i meritati applausi dall'intera platea rosanero e mette al sicuro la partita dopo appena venti minuti di gioco. La reazione laziale è innocua, non preoccupa un Palermo attento in fase difensiva che non concede sconti e al 35' va a caccia del 3-0 con un esterno destro di Mantovani dal limite dell'area, che induce Marchetti a tuffarsi per evitare la debacle. Ma per la Lazio non è proprio serata. Al 41' Matias Silvestre colpisce di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione dipinto dall'out destro da Fabrizio Miccoli e fa tris chiudendo virtualmente la partita con quarantacinque minuti d'anticipo.
La ripresa, sul fronte biancoceleste, ha i canoni di un tempo che deve scorrere inesorabile per sancire la fine di un incontro già scritto dopo una frazione di partita. Reja decide così di preservare Klose e lo sostituisce per favorire l'ingresso di Kozak. Ma il Palermo è indomabile e dopo due minuti cala il poker. Ci pensa Igor Budan, ispirato da un passaggio filtrante di Barreto. L'attaccante croato avanza in velocità e uno contro uno con Marchetti calcia sul primo palo, sigla il 4-0 ed esulta. Neppure il tempo di distrarsi un attimo, che Fabrizio Miccoli dà il cinque alla Lazio battendo l'estremo difensore laziale con un tiro preciso quanto basta per far scatenare la festa sugli spalti di un felice ed incredulo Barbera. E al 9' Viviano si concede pure il lusso di opporsi ad una conclusione di Alfaro da posizione ravvicinata.
Capita raramente di vedere un portiere subire cinque gol e non avere alcuna colpa. Succede a Federico Marchetti, che al 12', alla prima conclusione bloccabile scalda i guantoni. Sulla punizione di Miccoli il portiere laziale si tuffa e respinge. La partita è finita, i minuti che restano sono solo passerella. Mutti decide così di far timbrare il cartellino a Franco Vazquez, al posto di Igor Budan. Reja, al 22', opta invece per l'ingresso di Mauri al posto di Alfaro. Per i rosanero c'è spazio pure per Bertòlo, che al 26' sostituisce Barreto. I minuti passano, la testa è già agli spogliatoi. Il Palermo per festeggiare, la Lazio per riflettere e cercare di metabolizzare al più presto una batosta inaspettata. Ma piove sul bagnato, perché al 29' Dias, già ammonito, colleziona il secondo cartellino giallo del match per un fallo ai danni di Vazquez. De Marco dà punizione, calcia Ilicic e il tiro impatta sulla barriera della Lazio. Ma poco importa, perché il risultato è già ampiamente acquisito e mentre Reja fa entrare Scaloni per Hernanes, Mutti concede un quarto d'ora di gloria a Francesco Della Rocca. Esce Miccoli, che raccoglie gli applausi di un intero stadio, tutti per lui. Al 40' passa invece inosservato un rimpallo favorevole a Kozak, che sigla il gol della bandiera, a cui Viviano - non particolarmente attento nella circostanza - non dà molto peso. Nonostante l'ampio punteggio a favore dei padroni di casa, De Marco dà due minuti di recupero. Passano anche questi e al 47' il tributo è per tutti gli uomini di Mutti. Finisce 5-1. Tanto Palermo al Barbera, Lazio non pervenuta.




