Maran, il valore della gavetta
Gaetano Mocciaro
La carriera di un allenatore è, teoricamente, lo specchio di quanto fatto nella carriera. Almeno teoricamente, poiché spesso e volentieri c'è chi riesce a bruciare le tappe saltando quella che è la famosa gavetta. A discapito di chi per anni si fa il mazzo nelle categorie inferiori, cercando invano una chiamata in Serie A. A Rolando Maran, in fondo, è andata bene, perché il Catania ha scelto lui a guidare gli etnei, col compito di portare avanti il discorso iniziato da Vincenzo Montella. 15 anni dalla sua prima panchina, 10 da allenatore titolare. Appese le scarpe al chiodo dopo aver contribuito al miracolo Chievo da giocatore, proprio con i clivensi ha imparato il mestiere come vice di Silvio Baldini. Poi due anni di giovanili al Brescia, altri due nelle giovanili del Cittadella, prima di avere per la prima volta, nel 2002, le chiavi di una prima squadra, nella fattispecie proprio il "Citta". Fa la sua esperienza in C in una piazza senza pressioni ed ecco il primo salto, sulla panchina del Brescia. Maran fa bene, in un campionato che vede corazzate come Atalanta, Catania e Torino. L squadra naviga in zona playoff, ma Corioni incredibilmente gli dà il benservito a stagione in corso. Arriva Zeman e il Brescia sprofonda, uscendo anche male dalla lotta per salire.
Lo stesso presidente bresciano ammetterà a posteriori l'errore, segno della bontà del lavoro di Maran. Una parentesi a Bari e poi la Triestina, con la quale non solo si salva alla grande, ma riesce a portare la squadra a lottare per un posto playoff. Salva brillantemente il Vicenza, eppure la grande occasione sembra non arrivare più e la carriera destinata a restare in una medio-bassa Serie B. Fino a quando il Varese che si barcamena in fondo alla classifica non decide d chiedergli di risollevare la squadra. Maran non solo la toglie in men che non si dica dalle zone brutte, ma la porta a sfiorare la Serie A: arriva ai playoff, vince le semifinali, incrocia la Sampdoria all'ultimo atto. La corsa si ferma sul più bello, ma solo per il Varese. Maran si è fatto notare in A, il Catania, che non sbaglia mai un colpo in panchina, vede in lui l'uomo giusto. Risultato? I rossoazzurri sono tra le squadre di inizio stagione che giocano meglio: la classe e la grinta degli argentini si mescola all'intelligenza tattica degli italiani. Guardi la squadra giocare ed è uno spettacolo assoluto, vedere le prove contro Parma e Lazio, umiliata per 4-0. Un gioco spumeggiante che sta portando a un settimo posto in classifica e zona Europa League a un passo. E chissà che per Maran non sia solo un punto di partenza...




