Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Massimo Sandrelli: "Fiorentina, Real e fair play finanziario"

autore
Redazione TMW.
venerdì 27 luglio 2012, 06:382012
autore Redazione TMW.
27.07.2012 06:382012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Hernandez/Alterphotos/Image Sport

Quando è apparsa la notizia del Real Madrid, qualcuno mi ha subito incalzato dicendo: "...visto che hanno ragione i Della Valle a non voler spendere...". Sotto questo profilo non posso certo dar loro torto. Il calcio è una miniera di debiti. Ha un bel dire l'Uefa. Promuove il far play finanziario minacciando regole durissime qualora non si rispettino corretti parametri economici. Il fatto è che questa linea politica è predicata da molti anni, purtroppo senza alcun effetto. Seguendo il calcio sulle colonne del Sole 24 ore, piuttosto che su quelle della Gazzetta dello Sport, non è difficile recuperare eventi eloquenti. Il Manchester United è considerato il club più importante al mondo. Nella scorsa stagione ha fatturato 518 milioni di dollari con un utile di circa 20 milioni di dollari. Nonostante ciò il miliardario americano Malcom Glazer (proprietario dello United dal 2005, sborsando 1240 milioni di dollari) ha pensato bene di ricorrere a Wall Street per colmare il debito di 1064 milioni di dollari che il club tuttora ha sulle proprie spalle. E siamo solo all'apice di un iceberg spaventoso.

Il calcio europeo è in un crac assolutamente fuori controllo. La metà dei club maggiori spendono 12 e incassano 10. Tra quelle società il cui fatturato è superiore a 50 milioni di euro il 75 per cento chiude i bilanci in perdita. I club del "vecchio continente" negli ultimi cinque anni hanno realizzato sbilanci per 4 miliardi di euro. Se Atene piange - si diceva una volta - Sparta non ride. In Italia i bilanci chiusi al 30 giugno 2011 dalle società di serie A, B, Pro prima e seconda divisione registrano perdite per 428 milioni di euro, il 23 per cento in più della stagione precedente. Ma allora, viene da chiedersi, come possono sopravvivere? Con l'apporto di capitale fresco da parte dei proprietari che fino al 2010 avevano reinvestito circa 3,4 miliardi di euro. La famiglia Agnelli, ad esempio, proprio l'anno scorso ha immesso oltre 90 milioni di euro nella Juventus. Berlusconi al Milan ha già fatto e probabilmente dovrà rifare lo stesso a breve. Di Moratti è meglio non parlare. Poi ci sono le irregolarità, i certi reati, il calcioscommesse. I bilanci della Roma, i debiti della Lazio fanno storia. L'unica società italiana di un certo livello spinta al fallimento è stata la Fiorentina.

C'è, di fatto, una connivenza dei governi del pallone che spesso fanno finta di non vedere. E veniamo alla notizia del Real Madrid. La società simbolo del calcio spagnolo ha un debito di 500 milioni di euro, che non impedisce a Florentino Peres di continuare ad acquistare talenti dagli ingaggi faraonici. Certo, perché la società fa parte dell'ACS costruciones che ha un indebitamento di quasi 9000 miliardi di euro con la Bankia, prima banca iberica privata, salvata recentemente dallo Stato spagnolo. Quindi da tutto quanto esposto finora emerge un concetto chiaro: il pallone è in profondo rosso. Esiste,però, una contraddizione clamorosa. Buon costume vorrebbe che, in un mondo civile, chi ha più debiti dovrebbe essere, se non estromesso, almeno posto all'indice per un comportamento non consono al fair play finanziario. Invece nel calcio chi ha più debiti finisce per vincere di più. Escono petrolieri russi, sceicchi arabi che gettano nel calcio soldi senza parere, con l'unico intento di vincere. Si dice che i soldi non sono tutto ma di certo aiutano.

Dal '90 a oggi nella Champions League (il torneo che distribuisce il grosso dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti televisivi) hanno conquistato la coppa: Milan (4 volte), Barcellona (4 volte), Real Madrid (3) e Manchester United (2). Senza parlare poi dei tornei nazionali. In italia il 57 per cento degli scudetti l'hanno vinto Juventus (28), Milan (18), Inter (18). In Spagna il 66 per cento dei successi se lo sono diviso Real (32) Barcellona (21). In Inghilterra il Manchester United ha vinto 12 volte il titolo negli ultimi venti anni. A questo punto sorge spontaneo un dubbio: è meglio essere virtuosi o vincere? Un interrogativo amletico, la cui risposta etica dovrebbe essere scontata ma se al tifoso che c'è in me, pongo la domanda: vorresti far la fine del Real Madrid? Non avrei grandi dubbi. Visto come sono andate le cose finora, risponderei (ma credo di poter rispondere a nome di tanta altra gente fiorentina) MAGARI....Che i Della Valle non me ne vogliano.

Fonte: Massimo Sandrelli per firenzeviola.it