Meteore d'Italia: i bidoni del mercato
Andrea Losapio
Il mercato nell'era digitale è qualcosa di schizofrenico. Già negli anni ottanta si discuteva di come fosse in realtà aperto tutto l'anno - non solo nelle pause dei campionati - ma tutti i mezzi di informazione stanno amplificando questo tipo di concetto. Quasi esasperandolo, perché la notizia è già vecchia un secondo dopo che l'hai data. Così i tifosi si aspettano un colpo dietro l'altro per non annegare nella noia.
L'invasione degli stranieri, in più, ha accentuato il fenomeno delle meteore. Giocatori arrivati con una certa nomea e che poi falliscono l'impatto con il nostro pianeta calcistico. Colpe anche del sistema, che fagocita tutto e non ha il tempo di aspettare un giocatore.
Prendiamo l'esempio di Taye Taiwo, terzino sinistro ora al Queens Park Rangers. Un idolo per il Velodrome di Marsiglia, un bersaglio di scherno per San Siro: non è facile reggere il ritmo al Milan, ma è anche vero che il nigeriano non era certamente uno sbarbato qualsiasi. E' stato ceduto in prestito secco a Loftus Road, forse i rossoneri ci credono ancora, al massimo concluderanno una buona plusvalenza. Discorso leggermente diverso per il suo compagno di squadra - attuale - Djibril Cissé: arrivato alla Lazio per comporre una coppia da favola con Miro Klose, il francese ha steccato tutte le partite tranne la prima, quella contro il Milan proprio di Taiwo. Poi, il buio assoluto. E la cessione a cinque milioni a Fernandes, tycoon malese del QPR.
Folleggiando fra le rose della Serie A incontriamo poi Santiago Silva, vice Gilardino alla Fiorentina. Arrivato da una Clausura stravinta con il Velez Sarsfield, l'uruguagio s'è dimostrato inadatto al nostro calcio: un solo gol, peraltro su rigore, non lo porteranno mai nell'Olimpo degli attaccanti sudamericani con la maglia viola. E' tornato in Argentina, al Boca, per tre milioni di dollari. E potrà giocare solo la Libertadores, non certo un buon affare per gli Xeneizes.
Sorte simile per Sebastien Ribas, acquistato dal Dijon dopo avere svolto la trafila delle giovanili con la maglia dell'Inter: acerbo e probabilmente non pronto per giocare con la casacca del Genoa, è stato prestato allo Sporting Lisbona, dove andrà a sostituire Valeri Bojinov.
Lasciano l'Italia per ritornare in Ligue 1 anche Mauro Cetto e Thierry Doubai. Il primo si accasa al Lille, e forse è addirittura un salto in avanti in carriera nonostante a Palermo non abbia lasciato una traccia concreta. L'ivoriano, invece, doveva essere l'erede di Gokhan Inler all'Udinese, è stato prestato al Sochaux per sei mesi prima di valutarne l'effettiva validità per i colori bianconeri.
Chiudiamo con una chicca. Juan Carlos Chera, fenomeno da youtube (quando aveva nove anni), arrivato in Italia durante l'estate. Comprato dal Genoa di Preziosi, convinto di avere in mano il prossimo funambolo della Seleçao. E' durata fino al diciassette di novembre, poi ha rescisso il contratto ed è tornato in Brasile. Più meteora di così...




