Milan, attacco inoffensivo: l'analisi e i numeri preoccupanti della crisi
Antonio Vitiello
La crisi in cui è sprofondato il Milan non accenna a placarsi. La gestione di quest'anno sta battendo tutti i record negativi della storia rossonera e oltre ad una difesa fragilissima che subisce quasi sempre gol, c'è un attacco che non punge e quasi mai si rende pericoloso. Sembra anche paradossale che a caricarsi tutto il reparto offensivo sulle spalle debba essere un ragazzino di quasi 20 anni, Stephan El Shaarawy, attualmente il "cannoniere" del Milan. In 11 partite ufficiali gli uomini di Allegri hanno perso 6 volte e spesso non hanno mai segnato, soprattutto a San Siro. Per ora sono solo tre i marcatori: El Shaarawy, Pazzini e De Jong, troppo pochi per una squadra dal blasone internazionale come il Milan. Analizziamo nel dettaglio i numeri della crisi:
EL SHAARAWY - Sabato compirà vent'anni ma è lui il goleador dei rossoneri. In una squadra che non gira e spesso non conclude nemmeno in porta El Shaarawy ha totalizzato già la bellezza di 6 gol. Otto presenze in campionato e 5 reti, tre apparizioni in Champions e una marcatura. Numeri da paura considerando che la squadra spesso non lo assiste e deve praticamente risolverla con colpi da solista. Un salto di qualità notevole rispetto alla passata stagione, lui che nasce come esterno di un tridente è riuscito a trovare anche un'importante continuità sotto rete. Il Milan si è aggrappato alla sua velocità e alla capacità di saltare l'uomo, inoltre ha scoperto di avere un bomber inaspettato. Fino ad oggi l'unica luce nel buio.
PAZZINI - E' partito troppo bene per avere poi un evidente calo. Col tempo l'ex interista si è depresso insieme al Milan e ha subito dimenticato la tripletta con il Bologna. Per lui tre gol all'esordio dal primo minuto con i felsinei poi 10 partite senza pungere. Pazzini si è spento e ora sembra essere tornato sugli standard di quando l'anno scorso vestiva la casacca nerazzurra. Un giocatore che ha confessato di subire il momento negativo del collettivo e che fa fatica ad uscirne fuori. Quasi mai pericoloso, sbaglia spesso appoggi e triangolazioni. Innocuo anche di testa, lotta con grinta per strappare qualche pallone ma spalle alla porta è inoffensivo. I numeri dicono 11 partite e 3 gol fatti però solo al Bologna.
BOJAN - Se Barcellona e Roma non l'hanno trattenuto un motivo dovrà pur esserci. Lo spagnolo entra ma si nasconde, prova giocate improbabili per mettersi in mostra negli spezzoni di partita che Allegri gli regala ma finisce sempre col perdere la palla. Non è ancora entrato nei meccanismi e continua l'incompatibilità con il calcio italiano. 63 minuti totali in tre presenze in Champions, 233 minuti in 6 apparizioni in serie A. Il totale fa 296 minuti e zero gol.
ROBINHO - Inizio di stagione sfortunato per il brasiliano che si è fermato due volte. Dopo l'addio di Ibra e Cassano le speranze per l'attacco erano rivolte a lui. Ha giocato poco in campionato ma non è sembrato pronto, anche perchè stava recuperando ancora dal primo infortunio. Solo 4 presenze e 141 minuti giocati in serie A, mentre in Coppa non è mai sceso in campo. Si attende il suo rientro anche per dare più rapidità alla manovra offensiva e una soluzione in più per il tecnico.
PATO - Forse il più atteso è proprio lui. Dopo quasi due mesi di stop Pato torna in campo contro la Lazio ma non dà la scossa. Si perde tra le maglie avversarie e riesce solo un paio di volte a toccare il pallone. Allegri lo butta dentro anche con il Malaga ma il risultato è identico, nessuno nota la sua presenza in campo. 40 minuti in serie A e 22 in Coppa ma nessuno accenno al vero Pato. Ha bisogno ancora di tempo per trovare la condizione ma deve migliorare anche nell'impatto con la gara.
NIANG - Corpo esterno di questo Milan. Si pensava ad un adattamento difficile ma non fino a questo punto. Per ora fa parlare di se solo per episodi negativi. Prima l'auto guidata per Milano senza patente poi la fuga in discoteca con i compagni di nazionale in Francia. Niang per ora ha una presenza in serie A con il Bologna (1 minuto) e una presenza con la Primavera (61 minuti).




