Milan: caduta libera in campionato e un appuntamento da non perdere
Redazione TMW.
Quinta sconfitta in otto partite di campionato. Basterebbe questo dato per far suonare l'ennesimo campanello d'allarme a Milanello. Milan che ha conquistato sette punti su ventiquattro a disposizione e che è destinato non ad un campionato di transizione come pensavano i più ottimisti, ma ad un torneo di grossa sofferenza.
La partita di ieri sera a Roma ha mostrato tutti i limiti di una rosa che non ha ancora trovato un leader. I problemi sono in ogni reparto. In difesa, dove i due centrali vengono cambiati sistematicamente, si soffre terribilmente anche squadre che giocano con un solo attaccante. A centrocampo non si capisce perché l'elemento più qualitativo (Montolivo) debba giocare come mezzala e quello meno in forma (Boateng) debba agire con la prestigiosa maglia numero 10 dietro le punte. Meno problemi invece in avanti dove El Shaarawi continua a regalare magìe e segnali di crescita, Pazzini ha fatto leggermente meglio delle ultime uscite ed Emanuelson a destra ha creato non pochi problemi nella ripresa alla Lazio. Piccoli segnali positivi anche da Pato, ma siamo ancora molto lontani dal Papero che possa cambiare le partite da solo.
La squadra, nel complesso, depauperata tecnicamente la scorsa estate da una campagna acquisti allucinante, rischia di fare un campionato di basso livello.
La vetta è a distanza siderale, la zona Champions meglio non guardarla nemmeno, quella dell'Europa League non interessa nemmeno più di tanto per questioni economiche e di prestigio.
Lontano anni-luce da quella Juventus antagonista nella passata stagione nella corsa scudetto, il Milan ora può iniziare a gettare le basi per i prossimi mesi. Nel gioco, innanzitutto. Il Milan offensivo visto a Roma nella ripresa ha fatto bene, ha messo in difficoltà l'avversario. Con il possibile recupero di Pato e quello più avanti di Robinho, Allegri potrà lavorare su questo modulo 4-2-3-1 che ha visto fare bene in passato prima la Roma di Spalletti e poi l'Inter del triplete. Azzardato paragonare questo Milan a quelle due squadre, ma a qualcosa, a qualcuno, ci si dovrà pur aggrappare.
Fondamentale per il tecnico toscano, restare nei primi due posti del girone di Champions: nella massima competizione europea è vietato fare passi falsi. In un girone così modesto, sarebbe davvero un dramma non riuscire a qualificarsi. L'operato del tecnico è comunque tuttora sotto stretta osservazione.




