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Milan, Inzaghi: "Atene è la partita della mia vita"

Milan, Inzaghi: "Atene è la partita della mia vita"TUTTO mercato WEB
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
venerdì 11 maggio 2012, 17:312012
di Matteo Calcagni
fonte MilanNews.it

Filippo Inzaghi, dopo la struggente lettera d'addio pubblicata sul sito rossonero, ha parlato in esclusiva a Milan Channel del suo addio. Si parte dalla partita di domenica: Domenica sarà una giornata speciale, sarà difficile salutare tutti. Ho giocato per il presidente Berlusconi e Galliani che mi hanno voluto a tutti i costi. Dal primo giorno all'hotel Gallia ho sentito l'amore dei tifosi. Non ci sono momenti o partite che si dimenticano. Non mi dimenticherò della partita di domenica.

Si ricordano i grandi momenti rossoneri: "Arrivare a giocare partite importanti, facendo pensare a me e ai tifosi del Milan che quella era la mia gara. Questo è qualcosa di magico e speciale: tutto questo mi mancherà. Così come i miei compagni, lo spogliatoio e Milanello. Ci sono poche parole. Questa storia va rivissuta e rivista domenica".

Da Verona a Manchester: "A Verona nel 2002 fu la partita più importante: da lì arrivammo a Manchester. Ricordo i due preliminari delle due Champions: con lo Slovan Liberec e la Stella Rossa. C'è molto da ricordare, l'importante che noi li abbiamo vissuti".

La serata della Stella Rossa: "Mi vengono i brividi a pensare a quella serata. Loro avevano capito che quello poteva essere il mio miglior compleanno. Dovevo essere in Sardegna a festeggiare, ma per chi conosce Inzaghi era più importante giocare".

La carica di Inzaghi: "Mi son sempre nutrito della forza dei dirigenti, dei miei compagni o del mio allenatore. Non mi scoraggio davanti agli avversari. Ricordo che van Bommel mi marcò nel 2007 a Monaco. Da lì iniziò la cavalcata di Atene: quella è la partita della mia vita. Non giocai Istanbul: nelle due Champions, però, ho avuto un ruolo da protagonista".
I due gol al Real Madrid: "Se quella sera avessimo vinto a San Siro e penso che quella sia la mia ultima in Champions... Poi però il crociato. Non ci voleva".