Milan, serve rifare la squadra: in mediana manca qualità, Nocerino più stanco e usurato che mai. Molti dubbi su Acerbi. Champions fuori portata, obiettivo Europa League
Giancarlo Padovan
Che cosa servirebbe al Milan per affrontare il resto del campionato? Probabilmente dovrebbe rifare la squadra, anche se i più razionali tra i tifosi si accontenterebbero di mettere almeno mano alla difesa.
In verità, i numeri finora dicono che, a gennaio, quando riaprirà il mercato, ci sarebbe più bisogno di un attaccante. Sette gol subìti non sono poi molti (meglio hanno fatto solo Juventus, Napoli, Lazio, Inter, Fiorentina e Torino), mentre i sette realizzati sono davvero pochi (ci sono dodici squadre che segnano di più).
Il punto è che la fase difensiva - altrimenti detta di non possesso palla - , cui partecipano gli attaccanti come El Shaarawy e centrocampisti di interdizione come De Jong, è probabilmente più efficace rispetto alla costruzione del gioco. Resto perciò convinto che la qualità difetti nella linea mediana e che ai rossoneri servirebbe un giocatore di corsa (per gli inserimenti) e ripartenza, quello che l'anno scorso era Nocerino, ora più stanco e più usurato che mai.
Naturalmente, in tutto questo, ritengo scontato che Pato torni in piena efficienza. I suoi gol, aggiunti a quelli di Pazzini e El Shaarawy, saranno balsamo per lenire le ferite dei milanisti. Tuttavia da solo non basterà.
Le misure ottimali per rammendare una stagione sbrindellata, con il rischio concreto di avvicendare l'allenatore fin dalla prossima settimana, sarebbe di acquistare un uomo per reparto. Visto l'abbondanza di centrali, sarebbe logico cedere Mexes, uno dei pochi ad avere mercato, per rimpiazzarlo con qualcuno di più affidabile.
Personalmente ho molti dubbi su Acerbi, ma sarebbe da stolti non concedergli il tempo dell'ambientamento. Così come sarebbe imbelle non credere in De Sciglio. Certo, va trovato il punto di equilibrio tra la necessità dei singoli bisognosi di crescere e quella di una squadra che non può attardarsi ulteriormente.
Perciò sarà il caso di fissare un obiettivo. Realisticamente la Champions League è fuori portata. Resta l'Europa League. Ma non si è ancora capito - o forse si è capito benissimo - se sia un regalo o una penitenza.




