Napoli in vetta, le idee di Mazzarri hanno portato al salto di qualità
Antonio Gaito
Il salto di qualità tanto atteso dalla piazza partenopea è arrivato. Il processo di crescita tanto caro a Mazzarri ed alla società sembra essersi ormai completato. L'inizio di stagione del Napoli, che ha raccolto tredici punti su quindici disponibili e demolito un avversario di valore come la Lazio, non fa altro che dare ulteriore convinzione ai tanti che già da inizio stagione ipotizzavano, alla luce dell'impegno Champions della Juventus, una stagione ideale per i partenopei. Da inizio stagione società ed allenatore frenano, fissano come obiettivo il ritorno in Champions, conoscendo le fragilità di una piazza che riesce ad esaltarsi ed a deprimersi nell'arco di soli sette giorni. Il Napoli visto finora, però, non può far pensare ad altro che ad un testa a testa con la Juventus. La squadra appare temprata, dopo le esperienze in Europa League e soprattutto in Champions che gli hanno dato una fiducia notevole nei propri mezzi, e quest'anno è costruita ad immagine e somiglianza del suo tecnico che sembra aver perfezionato l'applicazione del suo tipo di gioco ideale che nella scorsa stagione non sempre ha potuto applicare.
EUROPA LEAGUE ED ALTERNATIVE - E' evidente, così come accaduto per la Juventus la scorsa stagione, che l'esclusione dalla Champions permette al Napoli di concentrarsi pienamente sul campionato. L'Europa League, però, non sarà snobbata ed è per questo che Walter Mazzarri ha abbandonato i suoi titolarissimi, ovvero i 13-14 elementi che si alternavano per tutte le competizioni, allargando la rosa fino a creare, grazie anche agli arrivi negli ultimi giorni di mercato, praticamente una seconda squadra, assolutamente affidabile per poter affrontare la competizione europea ma anche per sostituire nell'eventualità i titolari. E' il caso di Insigne che nelle prime giornate ha sostituito lo squalificato Pandev, e per le prossime gare si candida almeno per una staffetta col macedone, o di Aronica e Gamberini che stanno sostituendo l'infortunato Britos o di Dzemaili e Behrami che si dividono le gare restando sempre al top della condizione ed hanno già dato fiato ad Inler, in un momento di appannamento dopo gli impegni con le nazionali. Da non trascurare anche il contributo che potranno dare Fernandez, centrale ormai inamovibile della nazionale argentina, ma anche Mesto e Dossena che rappresentano alternative a Zuniga e Maggio: proprio da un loro calo nel girone di ritorno partì la crisi del Napoli che quest'anno, però, non vuole farsi trovare impreparato.
TRATTENERE IL MATADOR - In molti si aspettavano un grande colpo sul mercato, soprattutto dopo la cessione di Lavezzi ed una cifra importante in cassa, sottovalutando forse quello che è stato il colpo più importante dell'intero calcio italiano. Blindare Edinson Cavani fino al 2017, con una clausola di oltre 60mln e soprattutto un contratto a circa 4mln di ingaggio ma che arriverà a 5mln per i tanti bonus previsti, è indubbiamente una mossa vincente del club partenopeo che si gode un giocatore decisivo, oltre che per i gol, per lo spirito di squadra che riesce ad incarnare, trascinando la squadra da leader vero.
VIA LAVEZZI, NASCE IL VERO NAPOLI DI MAZZARRI - Proprio così. Strano a dirlo, visto il valore assoluto dell'argentino, ma quanto finora ha detto il campo non fa altro che confermare quello che già da tempo frullava nella testa del tecnico partenopeo che ha applicato un 3-5-1-1 che permette alla squadra di essere altrettanto imprevedibile, ma probabilmente ancora più compatta. A beneficiarne è anche Marek Hamsik: lo slovacco offre un grande contributo in fase difensiva, partendo dalla linea mediana in un terzetto con Behrami ed Inler, con quest'ultimo che può schiacciarsi e dare maggiore protezione alla difesa - punto debole della scorsa stagione - ma allo stesso tempo in fase offensiva avere maggiore campo da trequartista, mentre spesso Lavezzi in quella zona si abbassava a ricevere il pallone. Non solo un discorso psicologico, con lo slovacco che è sembrato deciso a prendersi maggiori responsabilità, quindi, ma anche maggiore libertà di mettere la sua immensa qualità nel suggerimento profondo a disposizione dei due attaccanti e degli esterni.




