Osvaldo e poco altro. Italia, un pareggio che vale oro
Raimondo De Magistris
L'Italia ricomincia con un pareggio. Dopo la finale di Kiev, è partita ieri l'avventura Mondiale degli azzurri che in Bulgaria non sono andati oltre il 2-2. Un brutta prestazione contro un avversario che ha corso il doppio e avrebbe meritato la vittoria. Bravo Penev a ingabbiare Pirlo con un costante raddoppio di marcatura. Letali Popov e, soprattutto, Manolev, capaci sulle corsie esterne di mettere in costante difficoltà la retroguardia azzurra. Tanta corsa e sacrificio. La prestazione della Bulgaria è stata sicuramente positiva. Difficile, però, capire dove iniziano i meriti dei padroni di casa e dove finiscono gli errori dell'Italia, squadra apparsa troppo compassata e arrendevole a Sofia.
I centrali di centrocampo quasi mai riuscivano a contenere le ripartenze dei padroni di casa. Maggio e Giaccherini non hanno dato un aiuto efficace in fase difensiva permettendo agli attaccanti bulgari di esporre a brutte figure Barzagli, Bonucci e Ogbonna. L'unico a salvarsi in difesa - Buffon incluso - è stato l'ex Wolfsburg, bravo a limitare i danni negli uno contro uno a cui era costantemente sottoposto. Meglio in attacco, anche se la manovra degli azzurri è apparsa troppo lenta e prevedibile per mettere in difficoltà la difesa della Bulgaria. I gol, infatti, sono stati più il frutto di episodi che di manovra corali.
Cosa salvare? Osvaldo, ovviamente. Disarmante la facilità con cui il centravanti più in forma dopo 180 minuti di Serie A s'è caricato la squadra sulle spalle a fine primo tempo per mettere a segno due gol in pochi minuti. Positivo, inoltre, il secondo tempo di Sebastian Giovinco, apparso decisamente più intraprendente dopo una prima frazione passata a nascondersi dietro i difensori della Bulgaria. Gli assist di Giaccherini e Marchisio le altre note liete oltre, ovviamente, al primo punto conquistato. La prima tappa di un percorso lungo altre nove partite.




