Perinetti: "Ecco perché lanciai il leccese Conte a Bari"
Gaetano Mocciaro
Giorgio Perinetti commenta il rinnovo di contratto di Antonio Conte, che lo stesso diesse ha iniziato alla carriera di allenatore, portandolo prima a Siena come secondo di De Canio e poi a Bari e ancora Siena, stavolta come primo allenatore, vincendo due campionati di Serie B. In esclusiva per TuttoJuve.com
Giorgio Perinetti, Antonio Conte ha firmato fino al 2015
"È stata la conseguenza del lavoro che ha fatto. Al di là dello Scudetto ma per quello che ha costruito in questa squadra, anche in previsione futura".
Molto merito è anche Suo, avendolo lanciato come allenatore
"Io l'ho conosciuto da giocatore quando ero dirigente della Juve e mi sembrava un allenatore in campo. Era forse quello che più di tutti trasmetteva ai propri compagni un input. Poi smesso di giocare è andato a studiare da allenatore, ha fatto il corso a Coverciano e gli ho chiesto di dare una mano a Gigi De Canio, facendo così il secondo a Siena, dove lavoravo".
Poi Arezzo e le strade si sono divise
"Si, però i contatti non li abbiamo mai persi. Ci siamo sempre sentiti".
Strade ricongiunte a Bari. Ha avuto coraggio a chiamare un leccese su quella panchina...
"Subentrava a gennaio a Giuseppe Materazzi. Vero, ho avuto coraggio, ma nella vita ce ne vuole. E poi ero convinto delle mie azioni perché gli riconoscevo il fatto di essere un predestinato, la persona giusta per fare l'allenatore. Va ringraziato anche il presidente del Bari Vincenzo Matarrese, che ha appoggiato la mia scelta. Senza il suo "si" la grande carriera di Conte a Bari non sarebbe mai nata".
Ha avuto anche coraggio a prendere un tecnico che al primo anno da allenatore è retrocesso. Leggasi Arezzo 2006/07
"In Italia ci si basa sempre sui risultati, ma bisogna andare in profondità. Era esordiente e reduce da una stagione sfortunata, va bene, ma conoscevo le sue qualità e sapevo che era un bravo allenatore. E poi, se è per questo, ho chiamato Conte a Siena dopo che era stato esonerato dall'Atalanta. E abbiamo vinto il campionato. Vuole altri esempi?".
Prego
"Giampiero Ventura, chiamato dopo l'esonero al Pisa e protagonista di una grande stagione al Bari. E Zdenek Zeman. Il boemo fu esonerato dalla Lazio e cosa feci? Lo portai l'anno seguente alla Roma, dove ha fatto del gran calcio".
Quindi non è rimasto sorpreso della stagione di Conte alla Juve
"Ero certo che avrebbe fatto benissimo e così è stato. Lo dicevo anche a chi storceva il naso. Certo, ipotizzare una vittoria al primo anno, nel modo in cui è arrivata, non lo prevedevo neanche io. Però se posso avere avuto un merito è stato quello di constatare da subito le sue qualità di allenatore, anche quando era ancora un calciatore".




