Prima regola: non prenderle. Il mercato lo fanno i difensori
Arturo Minervini
L'attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite. Il teorema molto diffuso negli Stati Uniti potrebbe tranquillamente essere esportato anche alle dinamiche che spingono il calciomercato nostrano. Ogni successo si costruisce attraverso il principio del "non prenderle", come dimostra la Juventus scudettata dell'ultima stagione.
In principo fu Thiago Silva. Ad infiammare i primi giorni di questa finestra di mercato è stato il difensore brasiliano. Non a caso l'ambizioso Psg voleva iniziare la campagna di rafforzamento dal brasiliano, arrivando ad offrire 45 milioni di euro per strappare Thiago al Milan e farne la colonna portante del reparto difensivo parigino. Dopo un lungo tira e molla ( veramente finito?) il brasiliano è rimasto al Milan per continuare la grande tradizione rossonera in tema di difensori centrali. Ma l'azione del Paris Saint Germain è l'ennesima conferma di quanto sia radicata la convinzione che i successi di un club partano da una difesa affidabile e poco penetrata. Ancelotti e Leonardo lo sanno bene.
Lo sgarbo Lucio. La Juventus, nonostante in rosa abbia gente come Bonucci, Barzagli e Chiellini, non ha esitato un secondo ad insinuarsi nei dubbi dell'Inter sul trattenere Lucio ed il suo pesante ingaggio. Una corte che ha spinto il difensore brasiliano a risolvere il suo contratto ed accasarsi a Torino per completare un reparto che si annuncia ancora più completo e competitivo, sia in campionato che in Champions League.
Il grande rifiuto. Prima 12 milioni, poi 15 per vincere le resistenze di Massimo Cellino. Questa volta sembrava aver fatto breccia nel cuore, e nel portafoglio, del patron del Cagliari lo Spartak Mosca, disposto a far follie per portarsi a casa Davide Astori. Quando l'affare sembrava ormai concluso, con il calciatore convinto da un ingaggio da capogiro e pronto a volare verso Mosca per firmare il nuovo contratto il patron isolano ha bloccato clamorosamente l'operazione mandando su tutte le furie i dirigenti russi. Affare sfumato o rimandato? La storia non sembra conclusa qui.
Sempre presente. Quando si parla di pezzi pregiati del mercato Udine è una tappa praticamente obbligata. In difesa il nome buono per tutte le esigenze è quello di Mehdi Benatia. Il marocchino, sarebbe il tassello ideale per completare le difese di Roma e Napoli ma come sempre, quando entri nella gioielleria di casa Pozzo, devi avere il portafoglio pieno e la voglia di investire tanti soldi.
Canini e Sardo. Non solo volti da prima pagina nella corsa matta al difensore per sistemare la difesa. Rimbalzano da giorni i nomi di Michele Canini e Gennaro Sardo sulle frequenze del calciomercato. Per Canini del Cagliari si è mossa mezza serie A: Genoa, Palermo, Torino sono pronte ad accoglierlo a braccia aperte. Su Sardo del Chievo resta forte il pressing di Atalanta me nelle ultime ore è spuntata la Sampdoria.
Che siate sceicchi milionari, magnati russi o semplicemente alla ricerca dell'affare low cost conta poco. La corsa frenetica per sistemare le falle di un reparto difensivo scricchiolante è ormai partita. Tutto in omaggio ad un solo principio: non prenderle.




