Prime pagelle agli allenatori: l'aeroplanino decolla, Conte regna da lontano, Mazzarri sa quel che fa. Allegri e Zeman? Per uno dei due è quasi finita
Fabrizio Biasin
Ecco ottobre, il mese delle castagne e di... niente altro: a ottobre ci sono solo le castagne e le foglie che cadono. E le piogge. Una gran rottura di balle insomma. C'è a chi girano assai, è evidente, perché comincia a fare freschino e devi fare il cambio all'armadio. C'è chi invece è bello contento perché s'era rotto le scatole di sudare a ogni passo e c'ha il cappotto nuovo da sfoggiare. Per chi campa di calcio è già tempo di bilanci, perché un mese di partite e polemiche sono più che sufficienti per pubblicare il primo temibile pagellone degli allenatori.
Prima che sia troppo tardi e la panchina salti sotto alle chiappe, tra l'altro, visto che "si sta come d'autunno sugli alberi le foglie", diceva uno che sapeva abbastanza di poesiole e metrica.
MONTELLA 8
Era un novello, un infante della panca, quello capitato tra i grandi per caso... non lo è più. Il suo calcio è bello da vedere e - immaginiamo - ancora più bello da giocare. La Fiorentina è una squadra costruita con intelligenza e l'Aeroplanino sa come farla girare. La fase offensiva è una favola, giocatori e tifosi lo adorano. La più bella sorpresa di inizio stagione (se lo voleva anche Moratti un motivo ci sarà...).
CONTE-CARRERA 8
Che in panchina vada l'ex difensore e non il "titolare" non è un problema. La Juve è cresciuta tanto rispetto alla scorsa (trionfale) stagione. I giocatori scendono in campo sapendo di far paura agli avversari, tutti gli avversari. Merito del capellone Antonio, che l'anno scorso ha fatto il possibile per togliere dalla testa dei suoi il ricordo dei due settimi posti consecutivi e quest'anno ha promosso una nuova rivoluzione mentale. "Noi siamo i campioni, gli altri devono tremare". Ci sta riuscendo benissimo. Nonostante tutto...
MAZZARRI 7.5
Diciamo la verità: Walterone è antipatico. Ma qui non siamo mica a "La Sai l'Ultima", qui si tratta di calcio e schemi e lavagnette e roba così. E il toscano tratta la materia assai bene. Mazzarri e Napoli ormai sono una cosa sola: il tecnico lo sa e ha acquisito quella sicurezza che l'anno scorso l'ha fatto vacillare quando s'è trattato di scegliere ("puntiamo alla Champions o al campionato?"). L'indecisione è costata cara, quest'anno le idee del mister sono chiarissime. E la rotazione della rosa (per molti ma non per tutti) procede a meraviglia.
VENTURA 7
E' ripartito dalla serie B e, forse, non se lo meritava. Ha fatto bene praticamente dappertutto, ha accettato la panchina del Toro quando il Toro se la passava male. Non poteva dire di no (chi direbbe di no al glorioso club piemontese?) e insieme a patron Cairo ha riprogrammato i cervelli dei giocatori che vestono il granata. La difesa regge, l'attacco è una favola, Bianchi un attaccante che s'era perso e s'è ritrovato. Merito di Ventura, uno con le palle.
FERRARA 7
Ai tempi dell'avventura sulla panca della Juve il complimento più grande era "Ma chi caz.. l'ha scelto 'sto raccomandato?". E il coro: "Lippi! E' il cocco di Lippi!". Il cocco di Lippi è ripartito dalla Nazionale dei futuri campioni, ha cresciuto e esaltato una generazione di azzurri tra le migliori, ha scelto di tornare a fare il mister a tempo pieno alla Samp. Una quadra giovane che corre e sa soffrire. Ciro è bravo, altro che "cocco bello".
PETKOVIC 7
All'annuncio di Tare "Petkovic è il nuovo allenatore della Lazio" gli addetti ai lavori si son guardati con la faccia di quelli che "non sapevano" ma non potevano "non sapere". E allora, finti esperti: "Ah certo, Petkovic, sì, è bravo quello lì. Forse...". E un altro: "Beh sì, ha fatto bene nel suo campionato. Il suo... A nord... Forse...". La verità è che fino all'annuncio di Tare neanche sua madre sapeva di avere in casa un allenatore. E' simpatico, bravo, lucido, coraggioso, carismatico. E per una volta in biancoceleste sono d'accordo tutti.
PIOLI 6.5
Non sbaglia un colpo. Concretezza e pochi fronzoli sono i suoi capisaldi, ma a Bologna ci sta prendendo gusto. Nel capoluogo emiliano ci si diverte come non succedeva da tempo. E se Gila s'è risvegliato il merito è anche suo.
STRAMACCIONI 6.5
C'è chi dice che chiacchiera un po' troppo, chi teme le sue rivoluzioni tattiche repentine, c'è chi gli dà dell'arrogante, chi ha scommesso mille euro che "quello lì non taglierà il panettone". Qualcosa di vero c'è, per carità, ma per il momento la sfida impossibile la sta vincendo lui. L'Inter è terza, l'Inter diverte, l'Inter prende troppi gol ma crea tante occasioni.
Era un "fortunatissimo pivello" fino a sette giorni fa, sta dimostrando di essersi guadagnato con merito la sua occasione.
DE CANIO 6.5
Esperto, professionale, capace. Mister Gigi dimostra che se è messo nelle condizioni di rendere... rende.
STROPPA 6.5
Ragiona come Zeman (e un po' anche come Galeone) e ha bisogno di tempo per far vedere sul campo quello che ha in testa. Ce ne ha messo pochissimo per passare da "pirla" e vittima predestinata del campionato a "nuovo guru" del calcio. La salvezza col Pescara è la sua missione, in caso di successo merita un monumento.
COSMI 6.5
E' sempre lui: voce rauca, berretto, incazzature, momenti brutti e, soprattutto, risultati. Li ottiene quasi sempre. E chissenefrega se non i modi delicati di Guardiola.
MARAN 6
A volte fa divertire, altre no. Ha raccolto un'eredità pesante ma non trema neanche un po'. La classifica è buona, il club sano: un primo mese davvero più che sufficiente.
COLANTUONO 6, DONADONI 5.5, GUIDOLIN 5.5,
Cose buone e meno buone. In un mondo "ringiovanito" Donadoni, Guidolin e Colantuono hanno esperienza necessaria per sapere che le classifiche non si assestano prima della fine dell'andata.
DI CARLO, FICCADENTI 4
In difficoltà. Ma sono gli stessi due allenatori che in passato hanno fatto bene, molto bene. E allora in certi casi forse è colpa del materiale a disposizione, di due società che non hanno saputo rinnovarsi come serviva. Siamo solo all'inizio, per carità, ma per entrambi il capolinea sembra già vicino(pronto Corini per i gialloblu).
ALLEGRI 4
Non ci siamo. Ora, è vero, la rosa è quella che è e i segnali di miglioramento nell'ultima settimana si sono visti, ma al Milan non si può essere soddisfatti per un pareggio a Parma. Il materiale a disposizione del tecnico è indubbiamente modesto, ma carattere, grinta, forma mentale di coloro che scendono in campo dipendono soprattutto da lui. E invece "lui" sembra spaesato al di là dei sorrisi di circostanza.
ZEMAN 4 (con riserva)
Troppo facile bocciare il "guru" Zdenek, i numeri parlano per lui. Ma chi scrive non si stupisce per nulla, e chi segue un po' il calcio dovrebbe accodarsi: questo è Zdenek. Vi aspettavate un tecnico pacato da 4-4-2 e giocatori posizionati nei loro ruoli classici? No. Credevate di vedere una difesa ben organizzata? No. Speravate di vedere giocatori carichi fino a oltre il novantesimo? Ecco, questo sì. E invece i ragazzi del boemo hanno tutti i difetti delle sue squadre e non riescono a fare emergere i pregi: fantasia, resistenza, capacità d'improvvisazione.
E, dunque, all'improvviso Zeman pare un fesso. Chi scrive la spara grossa: non finirà così. Anche l'anno scorso, a Pescara, la macchina ha avuto bisogno di rodaggio. Probabilmente la Roma non vincerà lo scudetto, ma aspettiamo prima di crocifiggere mister "40 sigarette" sotto al Colosseo.
NG GASPERINI
Appena arrivato ha già fatto vedere quello che vale. Ma a casa Zamparini tutto è relativo. Fossimo in lui non disferemo la valigia fino all'Epifania. Anzi, mai.
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