Roma, Cassetti: "Non è facile per un club confermare un giocatore di 35 anni"
Chiara Biondini
"E' stato il gol più emozionante, che bello segnare la rete decisiva nel derby. Solo chi vive a Roma può capire". Così l'ex giallorosso Marco Cassetti, ora in forza al Watford, ai microfoni di Radio Manà Sport, racconta quell' 1 a 0 firmato il 6 dicembre del 2009 ai danni della Lazio. "Non sapevo come esultare, volevo fare tante cose, correre sotto la curva poi ho visto i cartelloni e mi sono detto: "Meglio fermarmi prima"". Durante i sei anni nella capitale mi sono sempre chiesto le emozioni che avrei provato in caso di rete nel derby, beh sono indescrivibili".
Come si vive la settimana della stracittadina? "La cosa migliore è stare il più sereni possibile. I sette giorni che conducono alla partita li senti nell'aria, respiri le aspettative. La gente che incontri ti raccomanda la vittoria", spiega il difensore che dei suoi ex compagni Totti e De Rossi dice: "Daniele credo sia ansioso, lui che tiene alla Roma e a Roma. Sicuramente non è contento se non riesce a dare quello che vorrebbe. E' il primo innamorato di questa squadra. Il capitano ha qualcosa di straordinario e di diverso rispetto agli altri, ha piedi e testa. Già lo scorso anno cominciava ad essere tirato a livello fisico. Adesso, con la preparazione di Zeman, ha incrementato la propria condizione".
A proposito dell'allenatore giallorosso, Cassetti ricorda la sua esperienza con il boemo quando giocava nel Lecce e prova a spiegare i problemi in difesa dei giallorossi: "Quando ti alleni tutta la settimana ti viene automatico fare quei movimenti che provi, il guaio è che a volte rimani scoperto. La caratteristica delle squadre di Zeman è che tutto può succedere. Anche a Lecce era così. Una partita emblematica è quella giocata in Coppa Italia contro l'Udinese. Nella prima mezz'ora vincevamo 3 a 0 e abbiamo perso 5 a 4".
Ti saresti potuto ritagliare il tuo spazio in questa Roma se fossi rimasto? "La società ha fatto le sue considerazioni. Non è facile per un club confermare un giocatore di 35 anni, vista la nuova politica. Per me non c'è nessun problema", spiega l'ex numero 77. Poi sulla situazione complicata che sta vivendo la Roma afferma: "Devono dare continuità. Una striscia positiva di risultati potrebbe dare consapevolezza e più autostima. Una vittoria nel derby potrebbe infondere fiducia".
Infine amarcord. Il pensiero va a quel Roma - Sampdoria 2 a 1, sconfitta che costò lo scudetto alla Roma, in panchina allora c'era Claudio Ranieri: "Vorrei dire ancora un sacco di parolacce. A ripensarci mi piange il cuore. Avevamo fatto una rincorsa straordinaria. Provo ancora tanto rammarico, il primo tempo poteva finire 5 a 0, ma due disattenzioni ci sono costate care, perdere lo scudetto così è stato drammatico".




