Roma, il regno vagante
Alessio De Silvestro
La Roma finalmente è alla stretta finale. Nelle prossime ore Sabatini e Baldini potrebbero finalmente dare alla luce la fumata bianca. Mai una scelta di un allenatore fu più travagliata. Al momento, sempre usando i vari condizionali del caso, Zeman appare favorito, soprattutto per scelta nazional popolare, perché i tifosi romanisti amano il Bomeo, che qualcuno stamani lo definisce come il Luna Park e che Francesco Totti con la sua saggezza di sempre la etichettato in un unica parola: "Il calcio". Ma se all'improvviso non fosse Zeman e fosse uno dei soliti noti, che regno sarebbe e soprattutto il regnante chi è?
Tracciamo quindi un profilo tecnico dei cinque candidati, con pro e contro:
Rafael Benitez: detto Rafa, s'impone al palcoscenico internazionale dopo anni di panchine minori, con la vittoria nella Liga alla guida del Valencia. Segue poi l'avventura di 3 anni nel Liverpool dove vince la UCL ai danni del Milan. Nella stagione successiva il suo Liverpool si aggiudica la supercoppa europea, che risulterà l'ultimo titolo vinto nonostante la finale di Champions raggiunta nel 2008. Nel 2010 passa all'inter dove viene esonerato a dicembre nonostante si aggiudicchi sia la supercoppa Italiana che il mondiale per club.
Pro: libero, ampio palmares, valorizzazione dei giovani, modulo 4-2-3-1, conoscenza del calcio italiano, grande esperienza internazionale.
Contro: ingaggio alto, chiede una campagna acquisti importante.
Luís André de Pina Cabral de Villas-Boas, noto semplicemente come André Villas-Boas: soprannominato The Special Two poiché è considerato l'erede di José Mourinho è divenuto il più giovane allenatore a vincere una coppa europea, a 33 anni. Inizia come secondo di Mourinho prima al Porto, poi al Chelsea ed infine all'Inter, per poi assumere la guida in solitaria due anni dopo del Porto dove vince campionato, coppa e supercoppa di lega ed infine Europa league. Fallisce l'avventura al Chelsea, dopo troppi risultati negativi e una cattiva gestione dei giocatori come Drogba.
Pro: libero, palmares, valorizzazione dei giovani, modulo 4-3-3 variabile dinamico ed aggressivo, conoscenza del calcio italiano.
Contro: ingaggio alto, difficile gestione dello spogliatoio, reduce dal fallimento con il Chelsea, chiede una campagna acquisti importante.
Marcelo Bielsa: attualmente alla guida dell'Athletic Bilbao, inizia la carriera di allenatore in Europa dopo aver conquistato tre titoli in argentina con l'Espanyol di Barcellona che però lascia per accettare la panchina della nazionale Argentina dove fallisce ai mondiali 2002 per poi raggiungere il secondo posto nella coppa America del 2004 e la medaglia d'oro alle olimpiadi nello stesso anno. Splendida la sua avventura con la panchina del Cile dove raggiunge una qualificazione storica ai mondiali. E' dei giorni d'oggi le due finali raggiunte con l'Athletic di Bilbao.
Pro: libero, modulo 3-3-1-3 molto offensivo, valorizzazione dei giovani, grande esperienza internazionale
Contro: poca conoscenza del campionato italiano, molto rigido.
Zdeněk Zeman: soprannominato il Boemo, si afferma con il Foggia dei miracoli nel 1989 raggiungendo la promozione dalla B e la permanenza in A per ben 3 anni. Negli anni successivi viene ingaggiato prima dalla Lazio e poi dalla Roma lasciando un buon ricordo ma le bacheche vuote. Seguono brutte esperienze sia con il Napoli che all'estero. Nel campionato in corso, alla guida del Pescara in serie B raggiunge la promozione in serie A con una giornata di anticipo.
Pro: libero, modulo 4-3-3 spregiudicato, valorizzazione dei giovani, la piazza lo vuole.
Contro: poca esperienza internazionale, subisce troppi gol, non ha un ottimo rapporto con la classe arbitrale.
Vincenzo Montella: inizia la sua carriera da allenatore professionista nel 2011 assumendo la guida della Roma a seguito delle dimissioni di Ranieri raggiungendo il sesto posto in classifica e la semifinale di Coppa Italia. L'anno seguente viene ingaggiato dal Catania dove raggiunge la salvezza con ben 10 giornate di anticipo.
Pro: modulo 4-3-3 dinamico, conoscenza del calcio italiano, ottimo rapporto con l'ambiente romanista, ingaggio basso.
Contro: vincolato, scarsa esperienza da allenatore, poca esperienza internazionale.
A questo punto c'è solo l'imbarazzo della scelta, sperando che la storia abbia inizio e non sia infinita.




