Sampdoria, Pozzi: "Contento per Palombo, è un caro amico"
Claudio Colla
Riportate sulle pagine del sito ufficiale della Sampdoria le parole rilasciate da Nicola Pozzi, centravanti blucerchiato recentemente tornato dopo un lugno periodo di stop, che ha parlato della sconfitta incassata ieri al Ferraris per mano della Lazio, dell'impatto del nuovo tecnico Delio Rossi e del ritorno in campo dello storico capitano Angelo Palombo: "Abbiamo affrontato una squadra molto forte, eravamo consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato. Dispiace per non aver ottenuto un punto che in definitiva avremmo meritato: la seconda della classe non ci ha dominato. Noi dobbiamo migliorare, ma credo che a tratti si sia vista anche una buona Samp: purtroppo non è stato sufficiente. Non credo però che sia tutto da buttare.
Quando esonerano un allenatore è colpa di tutti. Dispiace per Ferrara, ma siamo professionisti, e dobbiamo essere abituati a queste cose. Non è compito nostro fare discorsi tecnici e psicologici, noi siamo i giocatori a disposizione del mister. Dobbiamo lavorare e seguirlo fiduciosi e credere in quello che facciamo. Bisogna migliorare nei tiri in porta, perché più concludiamo e maggiori possibilità abbiamo di trovare il gol. Io resto fiducioso.
Quello che stiamo vivendo è un momento molto difficile, che dobbiamo affrontare tutti insieme. Come dicevamo l'anno scorso, possiamo uscirne soltanto restando tutti uniti, lavorando e augurandoci di fare un bel girone di ritorno. Siamo sulla strada giusta, non dobbiamo trovare alibi: dobbiamo soltanto giocare, correre e fare punti, altre ricette non ce ne sono.
Dal punto di vista tattico, con l'insediamento di mister Rossi, per noi punte non è cambiato tanto. Io, Eder e Icardi siamo già abituati a giocare con il trequartista, e siamo più sincronizzati a svolgere la fase offensiva e difensiva. Anche perché questo modulo l'avevamo già adottato durante il girone di ritorno dello scorso campionato.
Il ritorno a Marassi di Palombo? Per Angelo mi fa molto piacere, è un ragazzo straordinario, gli voglio un grandissimo bene. È un amico: quando nei primi due anni non giocavo mai, mi è sempre stato vicino. L'affetto della gente nei suoi confronti è innegabile, e oggi è stato dimostrato. Da compagno posso dire che ha sofferto tanto in questo periodo, sono felice che sia tornato in panchina con noi".




