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Sconcerti: "Non c'è una terza squadra in Italia"

autore
Chiara Biondini
lunedì 2 aprile 2012, 15:462012
autore Chiara Biondini
02.04.2012 15:462012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Il noto giornalista Mario Sconcerti, nella trasmissione serale di Sky, Terzo Tempo ha commentato la situazione della Serie A e di altri campionati esteri.

Il Milan è ancora favorito per il campionato?
"Ha due punti di vantaggio che sono anche scarsi, perchè la Juventus ha più forza ed è davanti nello scontro diretto. Questo è un momento più duro per il Milan, perchè ha il Barcellona mercoledì, avrà una partita che purtroppo ritengo facile contro la Fiorentina, subito dopo, anche se molto dipenderà da come andrà contro il Barca. La Champions aiuta ad andare avanti quando va bene. E' un Milan che ha un qualcosina in più della Juventus. Mi sembra che i bianconeri abbiano un intensità nell'inseguimento che le da una spinta in più".

Sul momento del Napoli
"Non c'è una terza squadra in Italia, non è il Napoli che ha mancato molte di queste occasioni. E' vero che ha fatto la Champions, ma non si può pagarla così tanto. La Lazio è ancora terza con vantaggio immutato sulle inseguitrici, dopo aver fatto due vittorie e tre sconfitte, con 51 punti.
Non è una classifica da terzo posto, significa non essere grandi squadre, nessuna dalla Lazio in giù. Significa che c'è un agglitinamento delle squadre, dove tutte hanno qualcosa e nessuna riesce ad avere più delle altre, ma non c'è una squadra pronta. E' un problema di tutto il campionato italiano, la mancanza di qualità ci rendo un po' tutti più uguali, tranne quel paio di squadre che se ne sono andate. Siamo tutti dentro ad una modestia assoluta, veramente preoccupante a questo punto".

Campionato italiano inferiore agli altri?
"Queste sono valutazioni che da anno in anno cambiano, i campionati esteri sono, il campionato inglese che comunque è in un momento di difficoltà, è un campionato che ha 4 miliardi di debiti, noi non ci facciamo mancare molto, siamo a 2 - 2,5, però l'88% del debito di gestione del calcio italiano è delle prime tre squadre, cioè Inter, Juve e Milan, nelle squadre che devono vincere. E' questo che ha portato alla normalità, c'è uno scambio tra gli stessi giocatori, se voi andate a vedere ci sono 200 giocatori che hanno giocato in 10 squadre. Si cambia per cambiare, mantenendo la stessa qualità di squadra, parlo di tutto il resto del campionato. C'è poi il campionato tedesco, che è in buona rimonta, i tedeschi non hanno debiti, sono ricchi e soprattutto sono condannati per legge a stare attenti ai conti economici. Non hanno come noi, gli spagnoli o gli inglesi un mercato globale, non vanno a comprare molti brasiliani o argentini e soprattutto non danno la caccia ai primi giocatori del mondo, ormai nemmeno noi, hanno un mercato geopolitico direi spontaneo con tutti i paesi slavi e balcanici, tutto il meglio di metà Europa lo prendono loro. Le migliori squadre tedesche sono diventate molto competitive anche se questo dipende spesso da un giocatore, se voi togliete Robben al Bayern, e vedrete che avrebbe difficoltà superiori in Europa ed in Spagna. La Spagna è un movimento con gli stessi problemi nostri, che deve una quantità indescrivibile all'erario, è un movimento che è già stato salvato altre volte, dando per esempio per edificabile l'area del centro sportivo sia del Barcellona che del Real, quindi loro sotto questo aspetto hanno già avuto i loro vantaggio e ora non sanno più a cosa aggrapparsi. Tutto questo porterà i grandi giocatori a rassegnarsi ad avere stipendi inferiori, perchè non ci sarà più nessuno che glieli darà oppure vinceranno solo gli sceicchi".

Fonte: Terzo Tempo - Sky