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Stelle in vendita. E che snobbano l'Italia

autore
Andrea Losapio
mercoledì 2 maggio 2012, 15:302012
autore Andrea Losapio
02.05.2012 15:302012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La Bundesliga è un campionato per palati fini. Non tanto per le difese, disorganizzate e che tendenzialmente regalano spettacolo, bensì per i tantissimi talenti che ogni anno si mettono in mostra e poi finiscono sul mercato. Prodotti importanti, viene da pensare, giacché quelli che poi arrivano nel Belpaese, storicamente, fanno la storia dei club che li acquistano. Basti pensare a Lucio, comprato per una cifra irrisoria dall'Inter (che ringrazia van Gaal) e autore di una stagione pressoché perfetta culminata nel triplete. Oppure, per arrivare fino ai giorni nostri, l'inserimento di Vidal dalla Juventus direttamente dal Bayer Leverkusen. Undici milioni spesi benissimo da Marotta e Paratici, che hanno scovato una delle migliori mezz'ali in circolazione, adattandolo perfettamente al gioco di Conte. Oppure - e ancora - Miro Klose, in scadenza di contratto col Bayern Monaco e accasatosi con successo alla Lazio, dove è probabilmente il miglior giocatore in rosa nonostante la carta d'identità incominci a essere un fattore. L'unico flop degli ultimi anni è rappresentato da Diego, strepitoso in Germania quanto meteora in Italia.
Verrebbe da pensare che i nostri club abbiano le orecchie drizzate verso la Bundes e i suoi talenti. Non è così. Un po' per l'incapacità monetaria delle nostre società (spesso meno ricche delle loro avversarie teutoniche), un po' perché il nome esotico - proposto da intermediari - solletica la fantasia dei dirigenti del nostro campionato.
Basti pensare alle stelle che si stanno muovendo. Il centravanti del Borussia Dortmund, Lucas Barrios, è stato accostato più volte a società italiane (Fiorentina e Milan) ma ha deciso di volare in Cina per la sua prossima avventura.

Lautamente pagato - quadriennale da 6,7 milioni di euro annui - e, quel che più conta, la sua partenza copre pressoché per intero l'arrivo di Marco Reus, seconda punta agile e veloce proveniente dal Borussia Moenchengladbach. I gialloneri hanno anticipato tutti bloccandolo a gennaio, quando la sua valutazione era già fissata al massimo e la clausola rescissoria gli permetteva di andarsene per 18 milioni di euro. Detto, fatto, e Marco Reus è tornato al BVB, squadra che lo aveva già accolto nelle giovanili.
E che dire poi di Marko Marin, assoluto protagonista del preliminare di Champions League contro la Sampdoria (che vide il Werder eliminare i blucerchiati di Cassano e Pazzini) e appetito da molti club nostrani. E' andata male anche qui, perché il Chelsea è arrivato per primo, nonostante l'ala sia rimasta sul mercato per più di un anno. La società di Brema lo avrebbe venduto per una cifra appena superiore ai dieci milioni, ma nessuno se l'è sentita di puntare su di lui per affidargli le chiavi della fascia sinistra. Eppure era un affare...
Come, probabilmente, era un grande colpo assicurarsi la firma di Lukas Podolski, novantacinque presenze con la maglia della Germania e titolare ai prossimi europei nonostante un'annata improponibile del Colonia, retrocesso a una giornata dal termine ma con Prinz Poldi costantemente inserito tra i migliori nella classifica di rendimento. A metà dicembre Milan e Inter hanno avuto un colloquio con il suo entourage per sondare un'eventuale disponibilità a trasferirsi in Italia. C'era, la volontà, ma non il cash. E Podolski è rimasto dov'è, libero e pronto a firmare con l'Arsenal a fine aprile per una cifra appena superiore ai dieci milioni di sterline. Un peccato, come al solito.