Stramaccioni, la rinascita di Cerci e la Roma: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Juventus convincente, Napoli vincente, Milan deludente. Nel ballo dei participi presenti bianconeri e partenopei rimangono in testa alla classifica, a quattro punti dalla coppia Inter e Lazio, entrambe reduci da un 2-1 casalingo contro squadre toscane, rispettivamente Fiorentina e Siena. In coda vince ancora il Pescara, stavolta nello scontro diretto con un Cagliari sempre più immerso nella solitudine del proprio stadio (nonostante gli abbonati), oltre al primo acuto di Gasperini sulla panchina del Palermo grazie a un Miccoli straordinario.
I top
Andrea Stramaccioni - Il cambio di tattica ha fatto bene all'Inter, che vince e convince contro una Fiorentina bella ma poco spietata, in linea con quanto accaduto martedì scorso con la Juventus (e forse pure contro il Parma). Il modulo a tre difensori funziona bene, Cassano e Milito creano - e sprecano - molto, Coutinho sembra un giocatore rinato dopo il prestito all'Espanyol. La vittoria potrebbe anche essere più larga.
La rinascita di Cerci - Tre assist, un movimento a terrorizzare la difesa dell'Atalanta (sempre in affanno) e una cinquina sulla ruota di Torino che fa sorridere Ventura dopo i tre legni presi contro l'Udinese. La fortuna toglie, la fortuna dà, perché stavolta sono i nerazzurri a colpire tre traverse con Cigarini, Denis e Maxi (quando un gol non sarebbe contato) e a sgretolarsi come ll monte sopra la diga del Vajont in sedici minuti. L'Henry di Valmontone, nella veste di ex, dà veramente quel qualcosa in più anche ai calci piazzati.
Fabrizio Miccoli - Tre gol d'autore, più la giocata per il gol di Giorgi. Magnifico l'attaccante tascabile del Palermo, rimasto in panchina per due giornate con Gasperini finché il tecnico non ha deciso di dargli fiducia. La volée per la terza realizzazione è una goduria per gli occhi.
I flop
La Roma - Approssimazione, fase difensiva zoppicante, quattro pere sul groppone anche a causa di Stekelenburg. Dispiace vedere Zdenek Zeman in affanno, ma probabilmente questa squadra non ha ancora recepito i dogmi del suo calcio champagne. In venti minuti raccoglie tre volte la palla dal fondo del proprio sacco, più o meno in linea con quanto successo con Luis Enrique. C'è da lavorare.
L'inconsistenza del Milan - Dire che i rossoneri hanno giocato la miglior partita fin qui vista, forse, è anche vero. Ma questa dev'essere la preoccupazione per una squadra che ha rischiato fino all'ultimo di perdere anche il punto rimediato contro il Parma: sembra un undici di cartapesta, dopo il cambio di Rosi con Biabiany. Donadoni, giocando il francese, rischia di far saltare tutti i piani di Allegri. E c'è da ringraziare El Shaarawy, forse l'unico capace di veicolare su di sé tutto il Milan: in attesa di Robinho (rientrato) e soprattutto Godot-Pato. Ma domenica è già derby...
Massimo Cellino - Stavolta non fa rimandare la partita (ma è davvero agibile quel campo?), in compenso il suo Cagliari perde e probabilmente caccia Ficcadenti. Ufficialità a ore. Di più, lascia non solo i giornalisti delle testate web fuori da Assemini e dagli stadi - già grave di per sé, ma non una novità - stavolta cancella (con un abile gesto di penna) l'accredito per l'inviato della Gazzetta. Non è ora di finirla?




