Top Bonucci, nessun flop. Le pagelle della Juventus
Gaetano Mocciaro
Buffon ng: dopo la super prestazione contro l'Inter per il Gigi nazionale arriva la seconda gara consecutiva a spettatore non pagante. Troppo rinunciatario il gioco del Palermo, una filosofia votata al difendersi a tutti i costi che ha di fatto tralasciato la fase offensiva. E dire che una volta al Barbera c'era da preoccuparsi...
Bonucci 7: sarà la difesa a tre, sarà la ritrovata fiducia, saranno i progressi al fianco di Bonucci e Chiellini: quel che è certo è che uno dei valori aggiunti in questa fase di stagione è proprio lui. Tempestivo, tranquillo, sicuro. E goleador, stavolta senza dubbio, senza il rischio che la paternità della rete gli venga tolta. Fa valere i centimetri in area avversaria e la sua zuccata nell'angolo più lontano sblocca una situazione delicata, in una gara dominata ma che sembrava quasi maledetta. Da quel gol per la Juve è cominciata una nuova partita e forse una nuova fase della stagione.
Barzagli 7: il suo ritorno a Palermo, dopo la parentesi tedesca, fu, ironia del destino, l'esordio con la maglia della Juventus. Una "prima" tutt'altro che fortunata: fu 2-1 per i rosanero e per la Vecchia Signora l'ennesima sconfitta in una stagione balorda. Stavolta la musica è totalmente cambiata: gli attaccanti siciliani in verità non pungono più di tanto, in ogni caso lui ci mette del suo a rendere il contributo offensivo palermitano praticamente nullo. È la solita, piacevole, certezza.
Chiellini 6.5: solita fisicità e generosità. Prova a fare sentire il suo peso anche nei calci piazzati. Tiene benissimo gli attacchi rosanero e solo una volta perde il confronto, senza che gli avversari riescano a sfruttare la chance.
Caceres 6.5: il ballottaggio con Lichtsteiner stavolta è vinto dall'uruguayano, sempre superlativo in ogni uscita. Grande corsa e solita sorprendente abilità a fare le due fasi. Quasi va in gol quando Vucinic lo mette praticamente a tu per tu con Viviano. Gli è mancata la freddezza nella circostanza, ma a un giocatore simile gli si può perdonare questo e altro.
Vidal 7: tuttofare in mezzo al campo, lo vedi ovunque. Sempre nel vivo dell'azione, che si tratti di impostare una manovra offensiva oppure di inserirsi in cerca della conclusione o ancora nei ripiegamenti, dando una grossa mano in copertura al trio difensivo: settepolmoni. Dal 37' st Pepe sv.
Pirlo 7: scatenato nel primo tempo: prima illumina Vucinic, mandando quasi in gol il montenegrino, poi dà il la all'azione che ha visto Caceres vicino al gol. E quando vede che i compagni non riescono a sfruttare i suoi suggerimenti ci prova lui, a scardinare il catenaccio vecchio stampo dei palermitani con le conclusioni dalla distanza, riuscendo a impegnare Viviano. Sempre vivo, lucido e preciso nella ripresa; il suo compito dopo il vantaggio prosegue con più facilità.
Marchisio 6.5: come Vidal è sempre "sul pezzo", nel vivo della manovra, dando l'impressione di trovare lo spunto offensivo decisivo da un momento all'altro. D'altronde in questa stagione ci ha abituato particolarmente bene a riguardo.
Estigarribia 6: a sorpresa nell'undici titolare, mancava all'appello dal 25 febbraio, quando giocò il primo tempo di Milan-Juventus. Lui prova a ripagare la fiducia di Conte con la solita generosità e spirito di sacrificio che lo ha contraddistinto dall'inizio della stagione. Non riesce a fare quello che vorrebbe e molte volte si ha la sensazione che non sia molto cercato dai compagni.
Quagliarella 7: Si è sempre sottolineato come quello con i colpi di genio della Juventus fosse Mirko Vucinic, tralasciando in maniera molto superficiale i lampi che il ragazzo di Castellammare ha distribuito nel corso della carriera: chiedere ai tifosi del Toro, della Sampdoria, dell'Udinese e del Napoli. Ogni piazza girata ha distribuito magie e, per inciso, anche alla Juve, prima del maledetto infortunio dello scorso gennaio. I suoi gol non sono mai banali, molto spesso da sigla televisiva. Bellissimo anche il sigillo che ha messo il punto esclamativo sulla vittoria bianconera, un colpo da biliardo da applausi. Che sia lui il top player per lo sprint finale? dal 26' st Del Piero 6: l'uomo del secondo tempo. Nelle ultime uscite ha sempre lasciato il segno. E anche stavolta il Capitano avrebbe voluto lasciarlo. Nei venti minuti scarsi a disposizione riesce a creare scompiglio nell'area palermitana.
Vucinic 7: Vivo in attacco, con Pirlo è lui a illuminare la scena nel primo tempo. Approfitta di un pasticcio difensivo rosanero e sfiora un gol capolavoro da posizione defilata; poi quasi manda in gol Caceres. È il vero spauracchio dei palermitani fino a che nella ripresa non inizia a calare, suggerendo a Conte di sostituirlo. dal 21' st Matri 6.5: ha perso posizioni nelle gerarchie di Conte. Quando il tecnico gli concede la chance lui mette subito lo zampino, come quella volta a San Siro. Stavolta non segna, ma fa segnare Quagliarella: è bravissimo a duettare col compagno, difendere spalle alla porta e servire il pallone che "Quaglia" traduce in rete.




