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Torino, la zona rossa si avvicina: le cause del momento 'no'

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Gaetano Mocciaro
lunedì 10 dicembre 2012, 18:302012
autore Gaetano Mocciaro
10.12.2012 18:302012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS

Un punto nelle ultime quattro partite, una sola vittoria se estendiamo la statistica alle ultime 10 partite. Un cammino da piena zona retrocessione e un calendario che fa paura: da ottobre in poi è stato rovinato quanto di buono aveva fatto il Torino a inizio stagione. E il punto di penalità a questo punto pesa, eccome. Allo stato attuale la squadra di Giampiero Ventura sarebbe ancora salva, sebbene stando un solo punto sopra la zona retrocessione. Il calendario, per giunta, regalerà domenica una di quelle sfide thrilling che, se non costerà la panchina, sicuramente renderà un po' meno salda la posizione del tecnico. Avversario il Genoa, stadio Marassi. I freddi numeri farebbero sorridere i granata che in trasferta hanno fatto gli stessi punti che in casa, riuscendo a salvare la pelle anche in campi difficilissimi come l'Olimpico contro la Lazio o come il San Paolo di Napoli. D'altro canto c'è un Genoa che oltre a venire da 7 sconfitte in 8 partite è l'unica squadra che ha fatto peggio a Marassi che fuori. Il problema è che questo Toro rischia di iniziare ad aver paura: dal 5-1 all'Atalanta del 30 settembre qualcosa ha iniziato a non funzionare. Qualche punto è arrivato anche per grazia ricevuta: a Palermo Gillet fu superlativo, permettendo la squadra di portare a casa la pelle dal Barbera. A Napoli un incredibile errore di Aronica permise a Sansone di segnare l'insperato 1-1 in una partita che sembrava ormai persa.

La bella vittoria sul Bologna è stato l'unico barlume di una parabola discendente, che ha visto conoscere il primo ko esterno contro la Roma, infine il derby: per mezz'ora la squadra era persino riuscita a tenere testa alla Juve, fino al fallaccio da rosso di Glik. È da quel momento che il Toro ha smesso di giocare. E così pure col Milan, a cui non è bastato il regalo di Nocerino. È bastato subire la rimonta per perdere ancora una volta la tramontana e venire travolti. Al di là della mancanza di fiducia in casa Torino c'è qualche giocatore che non rispetta le attese: primo fra tutti Alessio Cerci, arrivato come valore aggiunto ma che a parte qualche lampo, come contro Atalanta e Bologna ha fatto veder poco e non basta il ritorno dal mentore Ventura, anzi. Proprio contro il Milan si parla di un violento litigio col tecnico. Il resto dell'attacco non ride di certo: i problemi legati al contratto di Rolando Bianchi sono arcinoti, così come la fatica ad integrarsi in un calcio come quello di Ventura. Ma tolto il capitano chi la butta dentro? Non di certo Meggiorini, 14 presenze e nemmeno l'ombra di un gol. E nemmeno Sansone, che senza l'infortunio di Aronica avrebbe lo stesso score proprio di Meggiorini. E se la difesa, fra le migliori a inizio stagione, prende 7 reti in due partite, allora c'è da iniziare a preoccuparsi. O magari correre ai ripari a gennaio.