Zarate-Lazio: certi amori non finiscono... allenatori permettendo
Gaetano Mocciaro
Non più tardi di aprile aveva detto di voler restare all'Inter. Missione fallita, i nerazzurri non l'hanno confermato e Mauro Zarate ha fatto armi, bagagli e dopo appena un anno di permanenza è tornato alla Lazio. Nessun rimpianto per i nerazzurri che hanno gioito per i suoi gol appena 3 volte in 31 partite, ma un piacevole ritorno per i tifosi biancocelesti che in fondo l'hanno sempre amato.
Perché Maurito a Roma ha regalato colpi di grande genialità, illudendo forse più del dovuto una piazza che ai primissimi gol non poteva credere di avere tra le mani un simile campione. Una piazza che quando arrivò dal campionato qatariota non era, almeno in parte completamente entusiasta. Ancora riecheggiano le parole di un tifoso in treno, un giorno d'estate del 2008: "Ma non è possibile andare avanti così, la Roma prende Mutu e noi ce prendemo Zarate, cioè uno che gioca in Qatar. Ma possiamo competere?". Ha potuto competere eccome la Lazio. A proposito, poi Mutu alla Roma non ci andò più, veto di Prandelli che lo tenne a Firenze. E Zarate si rivelò un campione: due reti di Cagliari alla prima giornata, la magia contro la Samp alla seconda dal limite dell'area, gol al Milan a San Siro alla terza, doppietta in casa del Torino alla quinta. Una goduria infinita per i tifosi biancocelesti, con la chicca del capolavoro assoluto nel derby con la Roma, un tiro a girare da fuori area finita a gonfiare la rete sul palo più lontano: 4-2 finale e apoteosi.
In panchina sedeva Delio Rossi e l'addio del tecnico è coinciso con la parabola discendente di un giocatore, che per l'età che aveva doveva invece continuare la sua crescita esponenziale. Con Ballardini le prime frizioni, i tecnico romagnolo lo accusa pubblicamente in un dopo partita e ne nasce un botta e risposta poco piacevole. Poi il tecnico salta, la Lazio rischia di affondare e ci pensa Reja a condurre la squadra alla salvezza. Ma nemmeno col tecnico friulano le cose migliorano, anzi. Stagione 2009/10 da dimenticare, via del gol smarrita e squadra che rischia la B. Nel 2010/11 il bottino sottorete migliora, 9 reti che non sono le 13 della prima stagione e soprattutto un rapporto che col tecnico non c'è più. Non si punta su di lui e lo si cerca di cedere, alla fine e forse per la Lazio è una fortuna arriva il prestito all'Inter. Qui Maurito è coinvolto in una crisi generale che travolge tutto e tutti coloro che hanno a che fare con i colori nerazzurri. Intanto a Roma l'aria è cambiata e dopo tanti "mi dimetto, anzi no", Reja lascia la Lazio. Ergo, via libera per l'argentino a maggior ragione ora che il nuovo tecnico Vladimir Petkovic sembri apprezzare le sue qualità. È solo calcio d'agosto ma sembra riscoppiato l'amore fra Lazio e Zarate. Ammesso che sia mai finito.




