Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Zoom sulle difese. Top, flop e la certezza: scudetto a chi subisce meno

autore
Raimondo De Magistris
venerdì 21 settembre 2012, 19:002012
autore Raimondo De Magistris
21.09.2012 19:002012
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Per trovare una squadra che ha vinto il campionato senza chiudere la stagione con la difesa meno battuta del campionato bisogna tornare alla Serie 2006/07. L'Italia calcistica era reduce dallo scossone Calciopoli e dal successivo trionfo al Mondiale. Un campionato anomalo, la prima e unica volta senza la Juventus, concluso col trionfo dell'Inter: 97 punti in 38 giornate - record assoluto di punti - +22 sulla Roma seconda in classifica e 35 lunghezze di vantaggio sulla Lazio che concluse la competizione al terzo posto e con la migliore difesa della competizione.

Un caso più unico che raro, come testimoniano i successivi campionati. La squadra scudettata - tre volte l'Inter, poi Milan e Juventus - sempre in vetta alla classifica della miglior difesa. Vince, quindi, chi subisce meno, col rendimento degli attaccanti che - numeri alla mano - influenza molto meno sul risultato finale. Difficile pensare che questa stagione possa fare eccezione e anche le prime giornate confermano questo trend. In vetta Juventus, Napoli e Lazio, cinque gol complessivi dopo 270 minuti di campionato. I campioni d'Italia si sono presentati ai nastri di partenza con la stessa difesa dello scorso anno. Riscattato Martin Caceres e ingaggiato Lucio a parametro zero, Antonio Conte ha puntato deciso sugli stessi tre calciatori che lo scorso anno hanno chiuso la stagione con soli 20 gol subiti: Bonucci, Barzagli e Chellini. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, con la stessa gara di Stamford Bridge che ha confermato - nonostante le magie di Oscar - la bontà del lavoro difensivo dei bianconeri.

Stessi uomini, ma modulo diverso per il Napoli di Walter Mazzarri. Il tecnico di San Vincenzo per ovviare alle pecche difensive delle scorso anno ha cambiato modulo passando dal 3-4-2-1 al 3-5-2. Accorgimenti importanti. Inler, perno centrale del centrocampo, agisce qualche metro più indietro rispetto allo scorso anno proprio per dare maggiore copertura. I risultati sono fin qui ottimi, anche se i continui infortuni di Miguel Angel Britos - il migliore del tridente difensivo sulle palle alte - non possono far dormire sonni tranquilli a Mazzarri. Aronica non garantisce la stessa affidabilità e Zuniga, esterno sinistro titolare, non ha nella fase di copertura la sua arma migliore.

Sorprendente il lavoro che sta portando avanti la Lazio. Anche ieri al White Hart Lane la gara contro il Tottenham ha messo in mostra una solidità difensiva che, al momento, non ha eguali in Italia. Movimenti sincronizzati dei centrocampisti che sistematicamente aiutano i difensori, utili addirittura gli attaccanti con Klose che è il primo a pressare gli avversari. Due gol tra Italia ed Europa finora, entrambi a risultato già acquisito. Risultati che hanno subito mutato il giudizio sulla nuova Lazio di Petkovic e fatto reinserire in fretta i biancocelesti tra i candidati per la conquista dello scudetto. In piena fase di rodaggio, invece, l'altra squadra della Capitale. Dopo tre giornate di campionato già sei i gol subiti dalla Roma. A preoccupare, più che i movimenti di squadra, sono i tanti volti nuovi (Ivan Piris in primis), calciatori che hanno bisogno ancora di tempo per rivelarsi all'altezza di una squadra con ambizioni tricolori.

Se la Roma piange, Milano non ride. Meglio l'Inter che, comunque, anche ieri col Rubin ha dimostrato che la strada da fare è ancora parecchia. Peggio il Milan che, dopo la rivoluzione estiva, ha messo in mostra problemi evidenti in tutti i reparti. Questi pregi e difetti di chi punta in alto. Tra difese già consolidate e retroguardie tutte da rodare la certezza è una: non si può sognare in grande con un reparto arretrato ballerino...