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14 anni di digiuno. E continuiamo a snobbarla...

autore
Gaetano Mocciaro
venerdì 12 aprile 2013, 07:302013
autore Gaetano Mocciaro
12.04.2013 07:302013
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Obi Mikel dice di odiare l'Europa League. Sarà pure, ma forse per un club dal palmares europeo che vede una Coppa delle Coppe e una supercoppa europea, oltre a una Champions vinta per grazia ricevuta, vincere quella che fu la Coppa Uefa porterebbe i londinesi nel ristretto cerchio di quelle squadre che hanno vinto tutte le competizioni europee, cosa non riuscita, ad esempio, a Real Madrid e Milan. I Blues ora sono i superfavoriti e siamo certi che l'appetito per questa competizione arriverà, eccome. D'altronde con Fenerbahçe, Basilea e Benfica come antagoniste l'occasione è irripetibile e pone a ulteriore riflessione: le italiane hanno perso un'altra occasione.

Niente da dire a una Lazio che ha onorato la competizione al massimo, così come a un'Udinese finita in un raggruppamento terribile. Qualcosa da dire sull'Inter ci sarebbe perché se la sfida di ritorno contro il Tottenham è stata epica, questo è perché la gara d'andata fu tragica. Per non parlare del Napoli, ridicolizzato al Viktoria Plzen. Eppure né Basilea, né Fenerbahçe né Benfica sono superiori alla squadra di Mazzarri, che se la potrebbe tranquillamente giocare anche contro il Chelsea. Eppure niente, ancora una volta l'Italia sta a guardare in una competizione che dal 1989 al 1999 abbiamo dominato, vincendo 8 volte su 11 e trovando almeno una finalista in 10 occasioni su 11. Dove squadre come la Fiorentina di Baggio arrivava al fondo del torneo anche se in Serie A finiva un punto sopra la zona retrocessione, oppure come il Cagliari di Mazzone, capace di arrivare addirittura alle semifinali. Con l'allargamento della Champions League a 4 squadre l'interesse per la competizione è incredibilmente scemato: ci siamo fatti eliminare da russi, ucraini, portoghesi, cechi, turchi. Ritrovandoci come conseguenza una bacheca vuota da 14 anni (contando quest'ultimo) e un posto in meno proprio in Champions League, perché il cammino anche in quella che è considerata una competizione minore conta, eccome.

Antonio Conte nel post partita contro il Bayern parla di un calcio italiano che rischia seriamente di non vincere nulla per molto tempo a causa delle superpotenze economiche degli altri paesi. Vero in parte. E in ogni caso si iniziasse a prendere l'Europa League sul serio magari qualcosa torneremmo a portare a casa. Per rendere il calcio italiano più credibile. E anche il ranking UEFA ne gioverebbe.