25 milioni spesi e penultimo posto in classifica. Carta bianca o addio
Andrea Losapio
Sette punti in undici partite, penultimo posto in classifica, ma un nazionale italiano fra le proprie fila. Forse il migliore, per rendimento, della scorsa Confederations Cup. Il Sunderland di Emanuele Giaccherini non naviga certo in buone acque, ma l'arrivo di Gus Poyet sulla panchina - al posto del nostrano Paolo Di Canio - pare avere portato una ventata di freschezza e di novità, con due vittorie nelle ultime tre partite che, almeno in parte, hanno dato respiro a una classifica più che disastrosa.
Eppure in estate erano stati fatti molti sforzi per migliorare una squadra che si era salvata in maniera decisamente rocambolesca, soprattutto grazie al 3-0 al St James' Park nella seconda giornata di insediamento di Di Canio. Giaccherini, pagato più di 8 milioni, non era stato l'unico acquisto dei Black Cats, che avevano portato anche l'americano Jozy Altidore nonché Vito Mannone dall'Arsenal. Per finire con il nazionale greco Mavrias, Andrea Dossena dal Napoli, Cabral del Basilea o Modibo Diakitè della Lazio. Il mercato era stato fatto con circa 25 milioni di euro, più vari ed eventuali bonus di entrata per i calciatori a parametro zero.
Per questo Poyet ha intenzione di scegliere i propri calciatori per il mercato di gennaio, avendo praticamente carta bianca.
Che non significa avere budget illimitato, ma senza troppe scelte imposte dall'alto: questo perché il Sunderland, contrariamente a gran parte delle squadre inglesi, ha un direttore sportivo, Roberto De Fanti. L'uomo che ha scelto Poyet, del resto. Nel mercato di gennaio, però, la musica dovrà cambiare. "Due giocatori che mi ha proposto possono essere validi, ma uno decisamente no. Se dovesse arrivare, allora io non sarò più qui". Parole chiare, di un wannabe manager, che però potrebbero anche aprire una frattura in seno al Sunderland. Chissà se sanabile.




