A chi serve Balotelli quando hai un Pazzini così?
Alessandra Stefanelli
Milan-Lazio è stata innanzitutto la serata di Giampaolo Pazzini. Nelle ore precedenti alla partita si era parlato quasi esclusivamente delle assenze di Mario Balotelli e di Miroslav Klose, comunque pesantissime per entrambe le formazioni in una sfida decisiva per il terzo posto. Galliani l'aveva detto, "Pazzini sostituirà alla grande Balotelli". E in effetti così è stato. Fin dalle prime battute la sensazione era che la squadra girasse molto meglio con Pazzini che non con l'attaccante bresciano. L'ex Fiorentina e Inter sembra rigenerato dopo un periodo complicato e oltre ai gol regala alla squadra tanto lavoro oscuro. Alla fine è arrivata una doppietta
Partenza sprint che più sprint non si può per il Milan, che in appena tre minuti va vicino almeno due volte al gol: la prima con El Shaarawy, che spedisce dritto su Marchetti, poi con Pazzini, che angola la conclusione a porta vuota trovando la respinta sulla linea da parte di Biava. In mezzo c'è anche un dubbio per un possibile contatto tra l'estremno difensore laziale e l'attaccane italoegiziano, su cui non si capisce bene se l'arbitro abbia lasciato correre o concesso il vantaggio, poi non concretizzato dal tiro di Pazzini.
Le occasioni fioccano, poi arriva l'episodio che dà la svolta alla sfida: Candreva stende El Shaarawy, l'arbitro decide per la punizione dal limite e per l'espulsione del centrocampista laziale perm chiara occasione da gol. A questo punto la gara diventa un assedio rossonero, con la Lazio che non può fare altro che provare a difendere il risultato. Ma il gol è nell'aria e alla fine lo trova Pazzini, l'uomo chiamato a non far sentire la mancanza del grande assente Balotelli. Prima della sirena del primo tempo arriva anche la rete di Boateng e la gara, di fatto, finisce. C'è tempo solo per il 3-0 firmato ancora Pazzini, che condanna la Lazio e firma il sorpasso in classifica. Difficile dire come sarebbe andata senza l'espulsione di Candreva, che ha comunque inciso sul risultato. I fatti parlano di un Milan in forma stratosferica, che si è impadronito del terzo posto e adesso guarda con interesse anche al secondo. Resta un Pazzini che, a fari spenti, è arrivato a 12 gol stagionali.




