Arbitri, una domenica incomprensibile in attesa di un altro spettacolo
Gianluca Losco
Prima di questa settimana, il Milan aveva a disposizione due giornate da Champions: la prima per levarsi di dosso la Fiorentina, la seconda per cercare di riprendere il Napoli. Il turno di campionato si apre con delle premesse interessanti, e un big match alle 12.30 come Fiorentina-Milan. Finisce in parità, la sera il Napoli può allungare sui rossoneri mentre l'Inter può superare i viola. Tutte battaglie, sul campo o a distanza, che sono state combattute e che, in qualche modo, sembrano essere finite in secondo piano.
Al centro dell'attenzione ci sono finiti inevitabilmente due direttori di gara: Paolo Tagliavento della sezione di Terni e Andrea Gervasoni di quella di Mantova. Loro sono stati effettivamente arbitri dei destini delle squadre di cui sopra, formazioni che in teoria dovrebbero rappresentare l'Italia nelle prossime Coppe Europee. Molti aspettano la moviola in campo (forse inutilmente), anche se forse è troppo facile ritirare fuori il discorso al termine di una giornata simile. È vero che l'arbitro è un mestiere difficile e che bisogna credere alla buonafede di tutti: ma l'aggettivo che sembra più adattarsi ad alcuni errori commessi ieri è "incomprensibili". Firenze si scalda, in maniera eccessiva, al rosso di Tomovic, perché la sfida ai rossoneri è molto sentita. Rosso? Decisione eccessiva a giudizio di tutti, ma ormai quel che è fatto è fatto. Visto che non si può tornare indietro, nella ripresa ecco la tanto discussa "compensazione": un rigore forse generoso a favore dei viola e uno sacrosanto negato al Milan. Alla fine il 2-2 può sorridere alla Fiorentina per la rimonta in dieci, ma in realtà sembra lasciare l'amaro in bocca a tutti. Stesso sapore che inevitabilmente avrà provato l'Inter: certo, i nerazzurri hanno compiuto un vero harakiri dopo essere stati in vantaggio per 3-1, ma ancora adesso non è chiaro cosa possa aver visto Gervasoni in occasione del rigore concesso all'Atalanta. Anche i colleghi di Sky, aiutati fra l'altro dai potenti mezzi elettronici e dalle moviole, hanno cercato invano una ragione.
Poi le conseguenze sono quelle che tutti abbiam visto, perché a perdere la pazienza in questi casi ci vuole troppo poco. Così Galliani è stato costretto a lasciare la tribuna del Franchi, mentre a San Siro è andata in scena una festicciola sul campo. La speranza è che almeno oggi, giorno di Roma-Lazio, possa tornare a parlare il manto verde, e solo per la spettacolarità della sfida.




