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Balo-Brasile, ma non segnava di più Quagliarella? Zamparini parli di allenatori e non di arbitri. Milan, giù botte e stai zitto!

autore
Mauro Suma
sabato 23 marzo 2013, 00:002013
autore Mauro Suma
23.03.2013 00:002013
Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
FotoTUTTOmercatoWEB

Fabio Quagliarella non ha nulla a che vedere con lo spunto polemico che offre l'ascesa irresistibile, sul piano del gioco e soprattutto dei gol, da parte di Mario Balotelli. Per capirlo, occorre fare un passo indietro, recuperando la colata di Balo-ironia e di Balo-scetticismo che soprattutto gli opinionisti juventini avevano generato in tempi non sospetti. Siamo ai giorni di fine Gennaio, quelli della trattativa saliscendi fra Adriano Galliani e il guru calcistico-economico del Manchester City, Ferran Soriano. In quei giorni un super-opinionista, uno di quelli di cui non si puo' fare il nome altrimenti si commette il delitto di lesa maesta', uno di quelli che hanno sempre ragione e gli altri non esistono, uno di quelli che odia il Milan e Berlusconi prima di ogni altra cosa, sentenziava pruriginoso: "Ma non ha senso parlarne di Balotelli, cosa volete che succeda se al Milan arriva uno che nella Premier League in corso ha segnato si' e no un gol". Un'altra voce, invece, piu' simpatica e piu' ruspante, piu' vera e piu' sorridente, quella dell'amico Claudio Zuliani, si era espressa cosi': "Balotelli? Ma dai, ma se segna di piu' Quagliarella...". Chissa' oggi, dopo i 7 gol in 6 partite di Balotelli nel Milan e dopo la super-Balotellata di Brasile-Italia a Ginevra, se il Santone dei Commenti e' ancora fermo al golletto della Premier e se il buon Claudio e' ancora dell'avviso che Mario sia uno da fascia medio-alta e non un top. Fermo restando che se Quagliarella giocasse di piu' nella Juve come meriterebbero sia lui che Matri, segnerebbe certamente molto di piu'. Certo che, di fronte alla irresistibile sequela di gol di Balotelli, e' curioso dover citare pareri tecnici, finora smentiti sul campo dai gol a raffica di Mario, di opinionisti juventini. Ma non dovevano essere gli interisti quelli piu' assatanati? Si', ma lo erano non sul piano tecnico. Il fronte semmai, dall'altra parte, era quello fideistico. La maglia, la fede, i colori, il rapporto, i ricordi. Ci penso io a specificare e a diversificare i piani perche' dopo la santa alleanza juventinterista del derby del 6 Maggio e della crociata in Lega, spesso in molti contesti mediatici si fa fatica a capire chi e' piu' dalla parte della Juve o dell'Inter. Ormai son sempre dalla stessa parte...

Dopo Milan-Palermo, il presidente del Palermo Zamparini e' tornato ad attaccare duramente gli arbitri. Non il Milan, certo. Perche' chi sostiene (!) che una squadra viene portata in braccio dagli arbitri, attacca loro, gli arbitri, non certo la squadra in questione. Ma il suo parere non se lo e' filato nessuno, tranne qualche interista e qualche juventino che ama azzannare il Milan per motivi di competizione calcistica e della naturale emotivita' che ne deriva. E se questo e' accaduto, significa che la morale di Milan-Palermo non e' l'arbitro, ma l'allenatore. Anzi, gli allenatori. Milan-Palermo ha sancito definitivamente, semmai ce ne fosse bisogno, che se Zamparini avesse tenuto Sannino fin dall'inizio, il Palermo oggi avrebbe avuto sei-sette punti in piu'. E' per questo che lo scomposto e intemperante parere del presidente del Palermo sugli arbitri e sul Milan e' andato a pagina 12 e non ha generato nessun tema vero. Ed e' proprio questo il tarlo degli splendidi tifosi palermitani, i rosanero espressione di una citta' meravigliosa. A San Siro hanno seguito un bel Palermo e invece di vedere che il loro presidente ne prende atto, ammettendo magari che l'assurda girandola di allenatori e' stata dannosa e inutile, lo "ammirano" nell'abbozzare una nuova crociata arbitrale. Eppure, il valore di Sannino ad esempio a Milanello lo conoscono bene. Il Milan martedi' della scorsa settimana era in ritiro a Barcellona e ancor prima di scendere in campo al Camp Nou aveva qualche pensiero gia' rivolto ai problemi che sarebbero nati contro la bravura di Sannino. E' ai tifosi del Palermo che Zamparini deve spiegare il perche' del Sannino-1, del Gasperini-1, del Malesani unico, del Gasperini-2 e del Sannino-2. A meno che non venga fuori che il presidente del Palermo conosca meno il valore del suo allenatore, rispetto ai suoi avversari. E allora una ripassatina all'alfabeto, non guasterebbe proprio. Si parte dalla A, ma dalla a degli allenatori, non degli arbitri.

Non perdero' tempo a ricordare che gli ambienti Uefa, il presidente dell'AIA Nicchi e l'illustre ex arbitro Casarin sono stra d'accordo con la decisione presa dall'arbitro Peruzzo di ammonire, e non di espellere, Zapata in Milan-Palermo. Sono abituato a veder ribaltare il senso di una partita sul piano mediatico. Era gia' successo in Milan-Lazio, sembrava che fosse stata commessa chissa' quale nefandezza e invece il designatore Braschi ha poi chiarito che l'errore vero era stato quello di non dare il rigore a favore del Milan per il netto fallo di Marchetti su El Shaarawy dopo quattro minuti di gioco. Sono abituato a vedere in grafica per giorni il fuorigioco millimetrico di Abate in Milan-Genoa e a non vedere mai su nessuna pagina del mondo il gol in fuorigioco altrettanto millimetrico di Pereira in Chievo-Inter. Ma dal momento che gli episodi arbitrali pro-Milan vengono tritati e ricordati quotidianamente da tutti, approfitto di questo avamposto di liberta' per ricordare, al mondo mediatico e non al mondo arbitrale, quello che e' accaduto al Milan nell'ultimo anno e mezzo. Novembre 2011: gol regolare di Seedorf annullato per fuorigioco inesistente in Fiorentina-Milan. Febbraio 2012: rigore concesso al Milan dall'arbitro per un netto fallo di mano di Dias in Lazio-Milan e poi negato dall'assistente per un immaginario fallo di mano di El Shaarawy. Febbraio 2012: il gol di Muntari (orami storico ed epocale come quelli di Turone, Ronaldo e Bergessio) in Milan-Juventus. Marzo 2012: gol non dato a Robinho e due fuorigioco inesistenti fischiati contro il Milan a Catania manco fossimo al Delle Alpi nel dicembre 2004. Aprile 2012: gol regolare annullato a Ibra in Milan-Bologna. Maggio 2012: derby perso 4-2 con 2 rigori a favore dell'Inter. Settembre 2012: rigore netto e non dato per fallo di Raimondi su Boateng nei primi minuti di Milan-Atalanta. Settembre 2012: Udinese-Milan con i rossoneri che finiscono la partita in 9 per due espulsioni una delle quali, Boateng, particolarmente ingiusta e con Allegri squalificato per 1 giornata per proteste fatte negli spogliatoi. Ottobre 2012: gol annullato a Montolivo per fallo di Handanovic (!) su Emanuelson e rigore netto non dato per fallo di Samuel, che si disinteressa del pallone, su Robinho. Febbraio 2012: Coda picchia tutta la partita Balotelli in Milan-Parma e non viene espulso. Marzo 2012: come gia' detto, Marchetti su El Shaarawy. Marzo 2012: Genoa-Milan, i rossoblu' rimangono tutti in campo nonostante i falli, alcuni piu' gialli e altri piu' rossi, ma comunque tutti arancioni, di Portanova su Pazzini, di Granqvist su Balotelli, di Bertolacci su Muntari e di Bovo-dito nell'occhio su Constant. Ma il giochino e' sempre lo stesso: quando ci sono episodi arbitrali contro il Milan, sui media si parla della partita perche' il Milan non deve aggrapparsi agli arbitri. Quando ci sono episodi arbitrali favorevoli al Milan, non si parla della partita ma degli arbitri ai quali gli avversari del Milan devono giustamente aggrapparsi. E' meraviglioso, appagante e affascinante essere Milanisti. Ma non certo facile.